Fontanarossa brucia e da Comiso Ita non vola. La questione si ingrandisce e finisce al parlamento nazionale

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Un caos. Non potrebbe essere definito altrimenti la gestione dell’incendio (o meglio, del post incendio), che si è verificato all’aeroporto di Catania. Il fuoco ha interessato il Terminal C e ciò ha costretto a una riprogrammazione dei voli e alla gestione dei passeggeri rimasti a terra, dato che l’aeroporto è stato necessariamente chiuso. E proprio perchè la gestione non è stata impeccabile la questione finisce in parlamento. Non solo con una richiesta di informativa in aula, ma anche con una interrogazione del PD al ministro dei trasporti e delle infrastrutture Matteo Salvini.

LA QUESTIONE ITA

‘atto ispettivo è stato depositato da Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd Sicilia e capogruppo Dem in commissione Trasposti della Camera. Fra le tante cose, anche la questione ITA: perchè mai la compagnia aerea non ha riprogrammato voli in partenza dalla Sicilia e non sceglie di avvalersi dello scalo comisano? Com’è noto, sia Aeroitalia, sia Wizz Air, hanno implementato le partenze e gli arrivi da Comiso proprio per sopperire a questa grave situazione. Perchè inoltre l’impianto antincendio e quello anti-fumo, secondo le primissime ricostruzioni, non si sarebbe attivato? Il PD insiste anche per ottenere un’informativa dettagliata sulla situazione, inclusi i controlli di sicurezza antincendio effettuati dalla società amministratrice dell’aeroporto, la SAC.

Si chiede infine, al Ministro di verificare se i controlli di sicurezza antincendio sono stati effettuati regolarmente e quali siano state le motivazioni che hanno portato all’incidente e alla mancata attivazione delle apparecchiature antincendio.

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