Esposto del Codacons alle procure di tutta la Sicilia: dal 5 novembre, non ci saranno più posti in terapia intensiva - Ragusa Oggi

Esposto del Codacons alle procure di tutta la Sicilia: dal 5 novembre, non ci saranno più posti in terapia intensiva


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Esposto del Codacons alle procure di tutta la Sicilia: dal 5 novembre, non ci saranno più posti in terapia intensiva
Attualità
24 ottobre 2020 16:54

Uno studio reso noto oggi dal Codacons e redatto dal matematico Davide Manca del Dipartimento Cmic del Politecnico di Milano, basato su calcoli previsionali, prevede che la soglia critica (2.538) di posti letto in terapia intensiva sarà raggiunta in Italia il prossimo 4 novembre, col risultato che dal 5 novembre non sarà più possibile accettare ricoveri nelle terapie intensive del paese.

Una situazione gravissima che porta oggi l’associazione a presentare un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia contro Stato e Regioni, tra cui le Procure di Catania,Messina,Palermo,Siracusa,Ragusa,Enna,Trapani,Agrigento e Caltanissetta.

“Quanto sta avvenendo in questi giorni è assurdo e inaccettabile e dimostra la totale impreparazione dello Stato e delle Regioni nell’affrontare l’emergenza coronavirus – spiega il Codacons – Molti reparti di terapia intensiva stanno andando verso la saturazione dei posti letto, i pronto soccorso sono al collasso e le ambulanze devono attendere ore prima di poter dare in carico i pazienti. Una situazione di caos generale ancor più grave se si considera che il virus circola in Italia già da febbraio, e sono state stanziate nei mesi scorsi ingenti risorse in favore degli ospedali, sia pubbliche sia attraverso donazioni dei privati, così come sono stati richiamati medici in pensione e avviati bandi speciali per reperire personale sanitario”.

Nonostante gli sforzi fatti, qualcosa non ha funzionato, come dimostra la situazione odierna di crisi delle strutture sanitarie.

Per tale motivo con l’esposto alle Procure il Codacons chiede alla magistratura della Sicilia di avviare indagini penali sul territorio, tese ad accertare eventuali ritardi, omissioni ed errori da parte dello Stato e della Regione, che abbiano contribuito a determinare le difficoltà che oggi caratterizzano gli ospedali, e se anche un solo cittadino non troverà posto nei reparti di terapia intensiva, scatterà una denuncia per concorso in omicidio colposo nei confronti degli organi pubblici con richiesta di arresto verso i responsabili”.


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