Ecco la lista dei contagiati a Ragusa, con nomi e cognomi, diffusa su whatsapp. All’interno

Diffusa nei giorni scorsi su whatsapp una lunga lista di persone, soprattutto giovani della provincia di Ragusa, che sono risultati essere positivi al coronavirus dopo aver effettuato il tampone. Molti di loro sono stati contagiati dopo aver incontrato o persone contagiate asintomatiche oppure sono venuti in contatto diretto con i giovani che sono risultati positivi al rientro da una vacanza a Malta. Ebbene, qualcuno ha avuto la “bella idea” di raccogliere i nomi e i cognomi, di creare una sorta di lista e di diffonderla su whatsapp, naturalmente violando ogni forma di privacy e ogni regola di civiltà, avviando, tra l’altro con nomi non sempre veritieri, una sorta di caccia alle streghe o, ancor peggio, all’untore. Come se fosse una colpa essere malati di coronavirus.

Ecco, naturalmente quella lista da noi non sarà in nessun modo diffusa. E non solo per questioni di privacy o di buon senso. Si, questa volta lo ammettiamo, abbiamo scritto un titolo ad effetto solo per fare più click e per guadagnare qualche centesimo di euro in più (perché questo è il guadagno che si ha con i banner pubblicitari, non immaginatevi milioni di euro come gli stupidi commentatori sui social fanno credere quando denigrano il lavoro dei giornalisti).

Ovviamente non avremmo mai e poi mai pubblicato quella lista sul nostro sito web. Ma abbiamo voluto realizzare questo articolo che vuole essere un esperimento sociale che analizzeremo meglio a fine giornata quando, come facciamo quotidianamente, andiamo a verificare le letture di ciascun articolo per capire quali siano stati gli argomenti di interesse dei nostri lettori. E adesso dobbiamo dirvi un segreto.

Se anche voi siete entrati per leggere questo articolo perché anche voi volevate conoscere questa famosa lista, ecco, significa che siete… immotivatamente curiosi. Come puo’ venirvi in mente di attingere ad una eventuale lista di dubbia provenienza e senza alcuna certezza, diffusa su whatsapp, per eventualmente conoscere chi è contagiato e chi no. Qualcuno dirà: “Si, ma conoscendo i nomi sappiamo se noi o i nostri figli, vista la fascia d’età a rischio è quella dei ventenni, siamo venuti a contatto con le persone contagiate”. Non preoccupatevi. Pur se oberate, anzi oberatissime di lavoro, ci sono l’Asp e le altre autorità in campo, che fanno proprio questo lavoro. Non appena hanno riscontri sulla positività di una persona, avviano un complesso lavoro per risalire alla catena dei contagi, contattando le persone frequentate di recente.

Questo è il massimo che attualmente si può fare e non è certo una lista scritta maldestramente da qualcuno e diffusa su whatsapp a potervi aiutare di più. C’è solo invece il rischio di innescare la caccia all’untore a cui magari apporre a fuoco la lettera scarlatta. Roba da Medioevo. E forse è questo il vero virus! Piuttosto, se proprio volete davvero cercare di tutelare la vostra salute e quella dei vostri cari, scaricatevi l’app governativa Immuni (qui il link) e attivatela sui vostri cellulari. E la privacy? State tranquilli, ogni giorno cediamo i nostri dati anche quando semplicemente ci facciamo un selfie. E anche adesso, che avete letto questo articolo, i sistemi informatici che si occupano di questo sito, hanno raccolto tramite i cookie tutti i vostri dati “pubblici”. Insomma anche noi vi abbiamo in qualche modo schedati, sappiamo chi siete, dove abitate, che interessi avete. Ma state tranquilli, non faremo una lista da diffondere su whatsapp.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it