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Dubai: riprende i missili iraniani con il cellulare, turista britannico tra i 21 incriminati
14 Mar 2026 07:25
Quella che doveva essere una vacanza negli Emirati Arabi Uniti si è trasformata in un incubo legale per un turista britannico di 60 anni. L’uomo, originario di Londra, è tra le 21 persone ufficialmente incriminate dalle autorità di Dubai con l’accusa di aver violato le severe leggi locali sui crimini informatici.
La colpa? Aver filmato il passaggio dei missili iraniani nei cieli della metropoli, un evento che ha scosso la regione e generato un’ondata di contenuti virali sui social media.
La “tolleranza zero” degli Emirati
Nonostante il sessantenne avesse assicurato agli agenti di aver rimosso il filmato dal proprio smartphone, l’arresto è scattato lunedì scorso. Il caso è stato sollevato dal gruppo di attivisti Detained in Dubai, che monitora i procedimenti legali contro gli stranieri nel Paese.
Radha Stirling, CEO dell’organizzazione, ha lanciato l’allarme sulla natura delle accuse:
“La presunta condotta può essere banale come la condivisione o il semplice commento di un video che sta già circolando online. Le leggi sugli Emirati sono estremamente vaghe ma, sulla carta, molto serie.”
Una rete normativa a maglie strette
Il sistema giudiziario emiratino non colpisce solo chi realizza il contenuto originale. Secondo le attuali norme sulla sicurezza informatica, possono essere perseguiti:
- Chi pubblica il contenuto per primo.
- Chiunque lo modifichi o lo ripubblichi (re-post).
- Chiunque aggiunga commenti considerati inappropriati.
I 21 indagati sono accusati di aver utilizzato strumenti informatici per diffondere “notizie false, voci o propaganda provocatoria” atte a turbare la sicurezza pubblica o incitare l’opinione pubblica.
Le sanzioni: carcere e multe salatissime
Il rischio per gli indagati è concreto. Se riconosciuti colpevoli, i soggetti coinvolti potrebbero affrontare:
- Pene detentive fino a due anni di carcere.
- Sanzioni pecuniarie comprese tra 7.700 e 77.000 dollari.
- In alcuni casi, la combinazione di entrambe le pene seguita dall’espulsione.
I consigli per i viaggiatori
L’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza dei turisti in paesi con restrizioni severe sulla libertà di espressione e di ripresa. Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, invita alla massima prudenza:
“È fondamentale verificare le restrizioni sulla fotografia prima di partire. Soprattutto in prossimità di siti religiosi, edifici governativi, istituzioni culturali o zone militari, è necessario prestare estrema attenzione.”
Il consiglio degli esperti è quello di affidarsi a consulenti di viaggio che conoscano le sfumature legali e culturali delle destinazioni, per evitare che un semplice video ricordo si trasformi in un reato penale. Foto di repertorio generata da AI

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