DISAGIO POLITICO A ROMA, PALERMO E RAGUSA

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Caro Direttore, le scrivo pensando di interpretare anche il disagio di chissà quanti lettori come me inorriditi dalla pietosa vicenda politica che ci affligge a Roma come a Palermo e come a Ragusa. E non riesco a capire come fra i giornalisti siano pochi quelli che riescono a dimostrare il senso di disgusto che, ormai, è comune a larghe fasce della popolazione.

Anche noi non ci possiamo sentire esclusi dal fango di cui è ricoperta l’Italia: anche nel nostro piccolo nessuno riesce ad esprimere un candidato a Sindaco, i partiti sono allo sfacelo, i movimenti abbondano ma restano sempre piccola cosa, si presenta gente che nemmeno ha un partito alle spalle, tutti parlano e straparlano di correttezza, di trasparenza, di buona amministrazione ma sarebbero disposti a fare patti con il diavolo per una poltrona, disponibili a qualsiasi tipo di alleanza pur di ‘salire’.

Ora ci sono queste pantomime del centro destra che indica un candidato e questo, dopo un interminabile tira e molla, non accetta, per quello che scrivete voi, ci sono uomini di destra che vogliono votare a sinistra, uomini di sinistra che vogliono votare a destra, è finita come i matrimoni fra omosessuali, non si capisce più niente.

Io sono una signora di mezza età, a cui hanno proposto una candidatura al Consiglio comunale ma ho paura di finire in un inferno dantesco. Dappertutto ci sono contrasti e rivalità, ora si legge che anche fra i grillini cominciano a sorgere divergenze sulla linea politica e anche di carattere personale, fra i comunisti si tirano i pesci in faccia, a Roma come a Ragusa, secondo me è una situazione irrisolvibile se non con un colpo di stato che riesca a instaurare ordine e legalità, ma penso che non siano ormai i tempi di queste cose.

Lei come la vede?

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