DEMAGOGIA A BUON MERCATO

La Politica può essere un valore e non un costo?  Io ritengo di sì, se riusciamo a superare l’arroccamento di una classe politica che non vuole mettersi in discussione continuando a difendere i privilegi – propri e degli amici – e non interpreta adeguatamente le richieste di cambiamento che vengono dai singoli e dalle comunità, approfondendo la distanza che si è indiscutibilmente creata tra le istituzioni e i cittadini, rischiando di produrre una definitiva spaccatura dove invece dovrebbe esserci una continua osmosi. Insomma è sulla trasparenza e sulla partecipazione che si deve investire, per arricchire la comunità e produrre un effettivo risparmio di risorse: solo così la politica può essere un valore … e non un costo. Non è con l’abolizione degli spazi di democrazia che si risolve il problema se no, di questo passo, potremmo pensare ad abolire pure i Consigli Comunali e, perché no?, tutte le assemblee elettive, anche il Parlamento Nazionale, così finalmente daremo la possibilità a singoli individui investiti direttamente dal popolo di decidere sulle nostre sorti senza intralci e controlli che fanno perdere tempo e non lasciano decidere e governare.

La crisi economica e le misure necessarie al suo superamento hanno riportato l’attenzione sul tema dei costi della politica: discussione importante, ma che facilmente scade in populismo e demagogia, sia nelle legittime rivendicazioni di chi vede le sue già precarie condizioni di vita aggravate dai tagli ai servizi essenziali e dall’aumento delle imposte, sia nelle risposte della classe politica alla richiesta di maggiore sobrietà. La decurtazione degli stipendi degli amministratori e dei Deputati Regionali di qualche migliaio di euro, l’eliminazione dei vitalizi è sicuramente un gesto importante e significativo che va fatto immediatamente, ma la questione non si può ridurre a questo. Tra le proposte che potrebbero produrre un efficace diminuzione dei costi della politica siciliana si possono sicuramente annoverare la riduzione del numero dei Deputati Regionali, che deve però essere accompagnata da una riforma della legge elettorale siciliana, l’accorpamento di alcuni dei tanti piccoli e piccolissimi comuni siciliani, il ripensamento del ruolo della Regione (ente fondamentale, ma bisognoso di un radicale aggiornamento), il taglio delle Province Regionali, enti inutili e costosi, da sempre veri e propri cimiteri degli elefanti. Sullo sfondo di questo dibattito, resta tuttavia la convinzione che i veri costi della politica non siano tanto gli uffici, gli stipendi e le indennità, quanto piuttosto gli sprechi, la subordinazione delle istituzioni ai potentati e alle lobbies, il poco trasparente intreccio tra politica e affari, la mancanza di un progetto di ampio respiro che possa rilanciare stabilmente la nostra economia.

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