DA TRADIZIONE SI RIPETE OGGI IL MESTO PELLEGRINAGGIO AI CIMITERI CITTADINI

Anche se già da due o tre giorni il pellegrinaggio ai cimiteri delle città iblee è avvenuto prima con la pulizia di tombe. mausolei, edicole funerarie ed anche sepolture dei cosiddetti campi comuni, oggi la visita ai “morticini” assume un rilievo particolare. Occorre andare dietro la processione che in alcune città (vedi Ragusa) si snoda da una chiesa o da una piazza fino al camposanto e poi assistere alla messa che viene celebrata nei templi cimiteriali o nei grandi spazi del camposanto dove le autorità proseguono poi con l’omaggio al milite ignoto nei cosiddetti campi militari dove ci sono gli spazi dedicati ai caduti nelle, purtroppo, numerose guerre che si sono susseguite fino ad una cinquantina di anni fa (almeno per il nostro Paese).

Nel culto cristiano dei morti sappiamo che questa ricorrenza è molto sentita nella popolazione per cui i cimiteri sono meta di tantissima gente, quasi l’intera popolazione delle città con la sola esclusione ovviamente degli ammalati e delle persone che non possono deambulare specie dove un funziona l’ascensori dei colombai (Vedi Vittoria)  ma tante sin fanno dare permessi per accedere nei giorni precedenti al 2 novembre con automezzi fin a ridosso delle tombe. E l’attesa dei bambini per i “regali dei morticini?”

Un pochino in ribasso questa tradizione che voleva alla mattina del 2 novembre che si trovasse dietro la porta il giocattolo o il regalino del nonno, del parente defunto che una volta era fatto di frutta, frutta secca, castagne, mostata, marmellata di cotogno e piccoli cestini adeguati ai tempi di difficoltà economiche molto più forti di ora anche se non c’erano le attuali crisi globali che per certi versi sono pericolose quanto la povertà, perché ci sono famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese. Ma questo è un altro discorso anche se molto importante che forse non va fatto nella giornata dei morticini per non fare intristire di più le gente. (f.p.)

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