Da Adelasia a Maria d’Aragona: tre secoli di regine che hanno scritto la storia della Sicilia

COMISO – Tre secoli di storia siciliana riletti attraverso lo sguardo e il coraggio di donne straordinarie: da Adelasia del Vasto, moglie del Gran Conte Ruggero I, fino a Maria d’Aragona, l’ultima regina di Sicilia. È questo il viaggio affascinante proposto dal Convegno di Cultura “Maria Cristina di Savoia” di Comiso, presieduto da Nunziatina Asta, che ha introdotto la serata sottolineando “l’importanza di riscoprire storie di regine e nobildonne che hanno lasciato un segno profondo nella nostra isola”.

Protagonista della conferenza è stata l’archeologa medievista Salvina Fiorilla, relatrice del tema “Regine e Nobildonne nella Sicilia Medievale”. Nella sua appassionata conversazione, Fiorilla ha evidenziato un dato sorprendente: “Molte di queste donne iniziano il loro percorso come spose-bambine, tra gli 11 e i 13 anni, e diventano in pochissimo tempo regine consorti o perfino reggenti”.

Figure femminili che hanno guidato un’epoca considerata “buia”

L’incontro ha offerto una nuova lettura dei cosiddetti “secoli bui”, mostrando come il Medioevo siciliano sia stato in realtà un periodo vivo, complesso e ricco di protagoniste femminili.

Tra queste:

  • Adelasia del Vasto, che a soli 12 anni sposò Ruggero I (1087), divenne reggente alla sua morte e custodì il potere per il figlio Ruggero II, futuro primo re di Sicilia.
  • Costanza d’Altavilla, figlia di Ruggero II e madre dell’imperatore Federico II, una delle figure più importanti della dinastia normanna, costretta a districarsi tra insidie, ostilità e intrighi politici.
  • Costanza d’Aragona e Costanza di Svevia, donne forti e intelligenti, capaci di mantenere stabilità e continuità in momenti di grande fragilità dinastica.
  • Maria d’Aragona, ultima regina di Sicilia, simbolo di un’epoca che si chiude, ma anche della forza delle donne nel governare territori complessi e contesi.

Un pubblico attento per un Medioevo da riscoprire

La conferenza ha suscitato grande interesse e partecipazione, offrendo al pubblico un percorso ricco di spunti e riflessioni. “Queste donne – ha sottolineato Fiorilla – hanno attraversato tempi difficili ma sono riuscite, con coraggio e determinazione, a svolgere il loro ruolo di madri, spose e sovrane”.

Un evento che dimostra come la storia della Sicilia medievale non possa essere raccontata senza la voce delle sue regine: protagoniste silenziose ma decisive, capaci di lasciare un’impronta indelebile nel destino dell’isola.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it