CULTURA COME MOTORE DI SVILUPPO

Una corretta politica culturale regionale, comunale ,provinciale necessita di una conoscenza dei beni culturali, monumenti, dell’offerta culturale del territorio circostante. Questo vale per Ragusa come per Mascali e la costiera che va da Messina a Catania, zona che abbraccia la parte est della Sicilia. Zona questa, m riferisco alla costa che va da Messina a Catania, ricca si storia, mare ,bellezze naturalistiche.

Proprio queste dobbiamo valorizzare per incrementare il turismo culturale, ad esempio. I turisti sono attratti dal diverso rispetto alle loro realtà e dal nuovo. Il fatto che nelle vicinanze, ci siano due aeroporti, Catania e Comiso, permette di incrementare il turismo nordico, vuoi per clima, vuoi per cose da vedere, favorendo l’incoming turistico in Sicilia e nei luoghi che i turisti visitano per conoscere e per apprendere.

Proprio in vista dell’incoming è necessario che i luoghi vengano pubblicizzati, attraverso campagne di promozione, creazioni di pacchetti turistici, che stimolino il turista . Questi pacchetti devono essere competitivi e accessibili a tutte le tasche

  

A Modica abbiamo proposto lo scorso novembre un tavolo operativo della cultura con cui si è voluto aprire un dialogo su che cosa si intende per una corretta politica culturale del territorio siciliano ed ibleo nello specifico, mediante una priorità degli interventi sui siti ,che possono essere motori di quel turismo culturale,quindi sviluppo e ricchezza dei territori medesimi. Si è aperta la discussione con il pubblico, che ha cominciato a  programmare  proposte.

Sono proprio questi tavoli operativi, che vanno incentivati, in quanto consentono alle Università, Associazioni, Fondazioni, operatori culturali e turistici di programmare un corretto turismo culturale sul territorio e una corretta politica culturale.

 

Ma quali sono gli obiettivi  politici e culturali  di una corretta politica culturale?

Gli obiettivi politici sono quelli di contribuire ad innalzare la qualità della vita di un Comune, contrastando l’alienazione, il conformismo, il gusto facile e semplicistico dell’ industria di intrattenimento di massa. Deve favorire un pensiero autonomo e critico, democratico, che combatta le forme culturali di esclusione sociale, che allarghi la base del bisogno di una cultura di qualità, complessa, ricca, non scontata, che rivitalizzi la centralità culturale occidentale aprendo alle altre culture del mondo.

 

La nostra realtà è mediterranea, e questo non lo dobbiamo dimenticare, per cui sarebbe bene incentivare manifestazioni quale quelli dei documentari mediterranei alla ricerca delle peculiarità del territorio per consentire un’apertura del territorio e anche per permettere ad altre realtà di conoscere il territorio medesimo.

 

Ecco che allora pluralismo, laicità, ragione critica, formazione, apprendimento, studio sono indispensabili per una politica culturale di formazione con competenze alte.

 

Punti nodali di una corretta politica culturale sono i teatri, anima delle città, sia a Messina, sia a Catania esistono, le biblioteche, luoghi  del libro, della lettura, dello studio, favorendo incontri con gli autori, Musei, luoghi sia di formazione pluridisciplinare, sia di esposizione, che possono diventare luoghi in cui si fa storia con gli studenti.

L’estate deve essere il periodo in cui la qualità invade la città, proprio per le condizioni favorevoli.

 

 Compito principale di una politica culturale è la riorganizzazione dell’apparato statale, la riorganizzazione della nostra esistenza e di tutta una serie di momenti culturali, la necessità di sradicare vecchie abitudini e di introdurne di nuovi. Occorre, cioè costruire un’egemonia culturale fondata sui valori di  solidarietà, di uguaglianza e di giustizia. Nuovo il rapporto  individuo e società. L’essenza umana non è l’essere, ma l’esserci con gli altri, l’essere sociale.

 

 Andare dalla politica culturale regionale, cittadina alla progettualità del territorio,ai fatti progettuali sul territorio vuole aprire un discorso di come i cittadini vorrebbero fosse concepito il loro territorio, come rivitalizzare i centri storici e auspicare un turismo culturale che sia ricchezza.

 La scuola può e deve assolvere un ruolo centrale come fattore di promozione culturale e sociale, come luogo dove si può formare il senso critico delle nuove generazioni.

 

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