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Corsa contro il tempo per un dipinto di Antonello inedito finito all’asta: la Regione siciliana può farlo tornare a casa?
07 Apr 2026 15:59
Un’opera finora sconosciuta, attribuita al maestro del Rinascimento Antonello da Messina, sta per essere battuta all’asta a Parigi. E per la Sicilia si apre una corsa contro il tempo per evitare che un nuovo tassello della propria identità culturale finisca all’estero.
Il dipinto, intitolato “Viso di un giovane Santo”, sarà messo in vendita il 16 giugno presso l’Hôtel Drouot dalla casa d’aste Ader. Si tratta della prima apparizione pubblica dell’opera, proveniente da una collezione privata, con una stima compresa tra 1 e 2 milioni di euro.
Un inedito che può cambiare la storia dell’arte
L’attribuzione ad Antonello è stata proposta dallo storico dell’arte Mauro Lucco, tra i massimi esperti del Quattrocento italiano. Il dipinto, una tavola di pino di piccole dimensioni, ha rivelato – dopo un recente restauro – caratteristiche stilistiche compatibili con la mano del maestro: finezza del modellato, resa cromatica sofisticata e dettagli preziosi come il verde intenso del colletto e le tracce dorate nell’aureola.
Secondo la rivista Connaissance des arts, l’opera sarebbe stata realizzata in Sicilia intorno al 1476-1477, nel pieno della maturità artistica del pittore, forse come parte di un gonfalone processionale destinato a una chiesa di Catania.
L’identità del santo resta incerta, ma alcuni elementi iconografici fanno pensare a San Lorenzo.
Un patrimonio rarissimo a rischio
La scoperta è considerata eccezionale: di Antonello da Messina sopravvivono oggi appena una quarantina di opere. Molte sono andate perdute nei secoli, anche a causa di eventi devastanti che hanno colpito la città dello Stretto.
Proprio per questo, l’emersione di un nuovo dipinto è stata definita dagli esperti un’aggiunta “essenziale” al corpus dell’artista.
Il precedente dell’“Ecce Homo”
Solo pochi mesi fa, il Ministero della Cultura – guidato da Alessandro Giuli – ha acquistato per 14,9 milioni di euro l’Ecce Homo, oggi esposto al Palazzo della Minerva e destinato successivamente al Museo Nazionale d’Abruzzo.
Un’operazione definita “di altissimo livello culturale”, che dimostra come sia possibile riportare in Italia opere di enorme valore storico.
L’appello: “La Regione Siciliana può salvarlo”
Sulla vicenda interviene anche Antonio De Luca, capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana, che ha scritto al presidente Renato Schifani e all’assessore Francesco Paolo Scarpinato.
L’obiettivo è chiaro: attivare ogni possibile procedura per acquisire l’opera e riportarla a Messina.
“Parliamo di un dipinto che rappresenta un tassello fondamentale dell’identità artistica della nostra città”.
Secondo De Luca, l’acquisizione rappresenterebbe non solo un atto culturale, ma anche un investimento strategico per il territorio, capace di rafforzare il ruolo della città nel panorama internazionale e valorizzare il Museo Regionale Accascina.
Una corsa contro il tempo
Il rischio concreto è che il dipinto venga acquistato da collezionisti stranieri, perdendo così un legame diretto con il territorio che ha dato i natali all’artista.
Per questo motivo, cresce la pressione affinché la Regione Siciliana intervenga rapidamente: salvare l’opera significherebbe restituire alla comunità un frammento prezioso della propria storia.
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