Contrasto allo sfruttamento del lavoro, Usb Ragusa critica la FlaiCgil

“Per contrastare il fenomeno dello sfruttamento lavorativo non servono ‘tavoli’, ma far rispettare le leggi denunciandone le violazioni”. Così l’Usb Ragusa che critica la FlaiCgil.

“Apprendiamo con stupore e interesse- scrivono- che finalmente la FlaiCgil scende in campo per contrastare i fenomeni di sfruttamento lavorativo diffuse nel nostro territorio. Bene, l’Usb sarà a fianco di questa organizzazione nella difesa dei diritti dei lavoratori agricoli tutti. Ma leggendo il lungo comunicato della FLAI  alcune cose non tornano : come fa un sindacato, che dovrebbe tutelare gli interessi dei lavoratori, a proporre un tavolo con gli imprenditori, gli stessi che sfruttano i lavoratori? E ancora, questo “tavolo” di cosa dovrebbe discutere? Su cosa dovrebbe trattare? Sui diritti dei lavoratori? Sulle paghe?”

“Vorremmo ricordare agli amici della Flai Cgil- aggiunge l’Usb Ragusa- che su queste questioni ci sono solo leggi da fare rispettate, contratti nazionali da fare applicare. Su queste questioni non si tratta.n Non è arrivato il momento della trattativa ( come propongono gli amici della CGIL) ma è arrivato il momento della lotta. Non possiamo più assistere al fenomeno di lavoratori trattati come schiavi . Non possiamo ancora far finta di niente quando addirittura le tutele previste dall’art. 600 del C.P. vengono addirittura depotenziate a scapito dei lavoratori”.

“Invitiamo quindi la Cgil- scrivono- a lasciare perdere i tavoli ed a scendere con noi nelle campagne, nelle aziende che sfruttano. Invitiamo la Cgil tutta a rivedere il blando atteggiamento di contrasto allo sfruttamento in tutti gli ambiti di lavoro, del pubblico e del privato, dell’ agricoltura e dell’ industria. Invitiamo la Cgil a scendere in piazza creando insieme a noi l’inclusione nella lotta contro ogni forma di sfruttamento in ogni settore del mondo del lavoro. I padroni sono la controparte , non sfugga mai di mente questa idea, la controparte si tiene a debita distanza e mai più che oggi visto che è responsabile della devastazione di ogni forma di patto sociale con il mondo del lavoro sempre più tendente all’unilaterale interesse del profitto datoriale. Solo la lotta paga”.

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