Consegnata alla famiglia la salma di Vittorio Tasca. La sua telefonata al titolare dell’agenzia di onoranze funebri 

“Le telefono per avere conferma che tutto è pronto per esaudire le mie volontà”, sono state le parole di Vittorio Tasca all’indirizzo del titolare dell’agenzia di onoranze funebri, scelta dallo stesso qualche mese per disporre le sue ultime intenzioni in questo mondo terreno. Una telefonata che ha preceduto l’insano gesto dell’anziano il quale, con accuratezza, ha deciso di chiudere un cerchio. Un cerchio sulla sua vita. La morte sopraggiunta all’ospedale di Modica nella serata di ieri, nonostante i tempestivi soccorsi, non ha permesso di conoscere appieno il suo piano messo in atto nella palazzina di via dei Miracoli, un condominio abitato da tranquille famiglie che si sono viste catapultate, nel giro di alcuni mesi, in un “girone infernale” che ha ha dato uno scossone alla loro vita quotidiana. Che il “fracassone” – come era stato chiamato l’anziano Vittorio Tasca per le sue azioni rumorose all’interno dell’appartamento in cui viveva – avesse le idee chiare sulla sua vita lo si era capito quando aveva contattato l’agenzia per le esequie funebri. “Ieri mattinata mi ha telefonato per sapere se tutto procedesse secondo i suoi desideri e le sue disposizioni, fra queste la cremazione – racconta il titolare dell’agenzia di OO.FF. di Scicli – non ho fatto altro che confermare che le procedure amministrative erano state perfezionate e che a lui spettava solo il compito di vivere, di andare avanti nella vita di tutti i giorni. Non pensavo mai che avesse un suo piano”.

Cosa sia successo nell’appartamento di via dei Miracoli lo sa solo l’anziano non più in vita.

Quel mix di gas e candeggina trovate in casa avrebbe potuto innescare uno scoppio micidiale. La grande professionalità di carabinieri e vigili del fuoco nel gestire l’intervento, una volta giunti nella palazzina, è servita a salvare vite umane e ad evitare una immane tragedia che avrebbe colpito non solo l’immobile ma anche tutto il quartiere. Un tentato suicidio, un atto dimostrativo, una ritorsione verso i condomini ed i vicini di casa? Non si saprà mai cosa sia “passato” nella mente dell’87enne nella giornata di ieri quando lo stesso ha pianificato azioni e momenti. L’ipotesi di una strage fa paura solo a pensarlo, lo dice il singolo cittadino, lo dice l’intera comunità sciclitana che ha vissuto e vive con grande disagio il passato ed il presente in una storia finita all’attenzione nazionale

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