CLUB UNESCO SCICLI: “È NECESSARIO PENSARE AD UNA SCICLI BELLA, PRIMA ANCORA CHE UTILE”

“È necessario pensare ad una Scicli bella, prima ancora che utile; gradevole e abitabile, innanzitutto per i suoi cittadini, perché un cittadino di una città bella sarà felice e, di conseguenza, maggiormente utile alla società cui partecipa”.

Questo il pensiero del Club Unesco Scicli, il quale spiega che non occorre “inoltrarsi tra le fitte maglie dei progetti particolari, bensì ideare riflettendo, in generale, sui principi basilari e universali. Ciò perlomeno limitatamente a questa fase iniziale di dialogo con le Amministrazioni pubbliche”.

Tre le direttrici fondamentali da seguire per una variante del Piano Regolatore: cura e manutenzione di ciò che c’è o rimane dei beni storici, culturali e naturalistici; accrescimento e ampliamento della aree considerabili quali beni ambientali degni di tutela; fruttificazione e non sfruttamento.

“Tre piani” – spiega il Club Unesco Scicli – “che non subiscono la necessità di essere concepiti cronologicamente, né ordinati per importanza. Il tempo è quello della interdisciplinarità e di conseguenza l’osservazione del ciò che ci sta attorno, il territorio, che va integrata con l’azione tendente all’estensione della cura e del patrocinio, e, infine, all’ottenimento dei benefici, nella maniera meno invasiva possibile”.

Queste le basi da cui partire, ristrutturando e ricostruendo le fabbriche già esistenti, “un assoluto diniego all’estensione delle aree edificabili deve essere espresso chiaramente, ribadito ai fini della salvaguardia del patrimonio panoramico, ma anche, e soprattutto, funzionalmente allo sviluppo di una progettazione e un aggiornamento che riguardi l’attività agricola. Si deve proseguire verso l’espansione delle aree verdi, pubbliche e private, rendendo innanzitutto effettive e fruibili nei fatti quelle già segnate sulle mappe. Nello stesso senso va intrapresa una seria discussione che a breve porti alla concreta fruizione comunitaria dei colli che circondano Scicli e dei sentieri all’interno degli stessi, con maggiore celerità e attenzione nel caso di San Matteo e Croce. Va pensata una rete viaria pedonale-ciclabile nella zona costiera del territorio (Sarebbe auspicabile il congiungimento di Via del Mare, a Cava D’Aliga, dapprima con il sentiero all’interno del Parco di Costa di Carro, poi con la Pineta di Sampieri e infine con la ciclabile che conduce sino a Marina di Modica). Infine andrebbero individuate nuove aree da adibire a parcheggio, fuori dal centro abitato cittadino, ma anche a ridosso dei lidi marinareschi”.

“Lo sviluppo turistico del territorio” – aggiunge il Club Unesco Scicli – “è dipendente in tutto dalle piacevoli condizioni ambientali dello stesso, ed è concretamente questo il presupposto per un rilancio delle ambizioni agricole, da sempre motivo di sviluppo per tutta la città di Scicli. Molte delle azioni da intraprendere, per rendere possibile questo tipo di rilancio, sono concretamente fattibili a costi bassi, o comunque tendenzialmente più bassi di quelli che potrebbero essere causati dai danni dovuti a un ritardo ulteriore nelle scelte”.

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