Chiaramonte: i dipendenti comunali rischiano la mobilità. Prime conseguenze del dissesto

Il rischio della mobilità per alcuni dipendenti comunali di Chiaramonte Gulfi. I dipendenti sono preoccupati e – da qualche giorno – hanno proclamato lo stato di agitazione. Chiedono di incontrare il sindaco, di avere garanzie per il futuro occupazionale.

Giovanna D’Angelo (Cgil): “Il sindaco si confronti con i sindacati”

Il sindaco ha convocato i rappresentanti delle Rsu aziendali per il 9 marzo. Ma i sindacalisti non si sono presentati. “Avevamo chiesto al sindaco un incontro con i nostri rappresentanti sindacali – ha spiegato Giovanna D’Angelo, rappresentante Rsu della Cgil – ha convocato solo noi e non ci sembrava giusto avere un incontro cosi. Tutti noi vogliamo avere chiarezza sul futuro”. Il sindaco, nel corso della seduta consiliare di giovedì scorso, ha fatto sapere che convocherà le rappresentanze sindacali.

A fine febbraio si è tenuta un’assemblea sindacale aziendale. I dipendenti – quasi all’unanimità – hanno deciso la proclamazione dello stato di agitazione. Solo tre dipendenti si sono astenuti.

Gaetano Iacono. “IL sindaco sfugge al confronto”

Il consigliere comunale Gaetano Iacono, già candidato sindaco e capogruppo della lista che porta il suo nome, ha presentato un’interrogazione per chiedere chiarezza sulla situazione dei dipendenti comunali che oggi temono per il loro posto di lavoro. L’interrogazione però è stata rinviata.

“Avevo presentato ben sette interrogazioni. Potevano essere discusse – come prevede il nostro regolamento – in una seduta che è durata meno di un’ora. La maggioranza ha votato il rinvio e ha fatto lo stesso anche un consigliere di opposizione, Samuele Cultrera. È evidente il tentativo del sindaco di sfuggire al confronto con i dipendenti e di sfuggire ad alcuni temi”.

L’assessore Salvatore Nicosia: “La situazione è difficile. Faremo di tutto per salvaguardare i dipendenti”

“Noi incontreremo i dipendenti comunali e i loro rappresentanti sindacali – risponde l’assessore alle Finanze Salvatore Nicosia – Decideremo insieme a loro quali sono le strade che è possibile percorrere. Sappiamo che alcuni dipendenti – lo prevede la legge – possono andare in mobilità. Insieme a loro troveremo una soluzione nel rispetto della legge. Ma nessuno vuole sfuggire al confronto. Speriamo anzi che i sindacati ci diano una mano per trovare la migliore soluzione possibile e per limitare al massimo i disagi”.

La giunta è impegnata in queste settimane nel definire alcune procedure del dissesto. “I primi adempimenti – spiega Nicosia – sono la predisposizione di un bilancio stabilmente riequilibrato. Stiamo lavorando per questo. Poi si tratterà di definire la pianta organica ed eventuali procedure di mobilità per alcuni dipendenti. Speriamo di limitare i problemi. Faremo di tutto per salvaguardare i dipendenti”. 

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