RAGUSA – I sindacati dei medici dell’Asp di Ragusa hanno proclamato unitariamente lo stato di agitazione, annunciando la possibilità di arrivare anche allo sciopero. Alla base della protesta, secondo quanto comunicato dalla Federazione dei medici territoriali (Fmt), ci sarebbero “gravi criticità nell’assistenza primaria e territoriale della provincia” e il mancato raggiungimento di un’intesa dopo gli […]
CARE DONNE, AMICHE, AMIAMOCI DI PIU’.
08 Mar 2012 09:50
Ancora oggi questa giornata dedicata alle donne ne divide l’opinione, per alcune una giornata di “festa” per altre una giornata di riflessione,tantissimi gli eventi organizzati, ma la condizione femminile rimane ancora una questione aperta. Il rapporto CEDAW consegna un quadro impietoso della condizione femminile in Italia, ci colloca agli ultimi posti in Europa e nel mondo. Tanto per citare,20% presenza femminile in Parlamento ,12% professoresse ordinarie nelle Università,inoltre la violenza verso donne e bambine per la fascia di età che va dai 15 ai 44 anni è la prima causa di morte. Un appello del Comitato ONU Cedaw: < l’Italia deve fare molto di più, c’è uno scarto tra la legge e la sua esecuzione che va colmato, le donne non devono essere il problema, ma la soluzione per un paese>. Colmare il divario dell’uguaglianza tra il dettato legislativo e la quotidianità per le donne e gli uomini del nostro tempo,costituisce ancora un percorso ad ostacoli in divenire, ma obbligato. La manifestazione del 13 febbraio 2011 “ Se non ora quando?” ha scosso le coscienze e ha visto scendere in campo intellettuali, scrittori, personaggi dello spettacolo, politici, religiose e tanta,tantissima gente comune di ambo i sessi. Il cambiamento reclamato è culturale , coinvolge tutti , matura lentamente nelle coscienze, ma dobbiamo crederci,impegnarci senza false retoriche, perché si realizzi. La mancanza di tutela per le donne, siano esse professioniste, operaie o disoccupate, unisce tutto l’universo femminile. Questa assenza di attenzione della collettività e delle istituzioni, ci schiaccia in una condizione di inferiorità. Le donne impegnate in attività lavorative ,sociali o politiche, vivono sulla propria pelle questo disagio, e pagano un prezzo alto per questa uguaglianza a metà: sono esse stesse il welfare per la famiglia e la società. Da tutto questo deve scaturire maggiore consapevolezza dei propri diritti e della propria dignità. Un appello all’universo femminile a volerci più bene, a lottare per la dignità di ogni persona,a tutti noi, donne e agli uomini del nostro tempo ,per credere e impegnarci per un mondo migliore. Buon 8 marzo 2012.
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