Cannabis ma senza alcun effetto ‘drogante’: assolto commerciante modicano

Il fatto suscitò parecchio scalpore. Lui oggi è stato assolto: le infiorescenze di cannabis che vendeva non avevano alcun effetto stupefacente. Il quarantaquattrenne finì a processo perché accusato di vendere infiorescenze di cannabis nel suo esercizio commerciale in centro a Modica, senza autorizzazione. L’operazione condotta dalla Guardia di finanza di Modica a novembre del 2020 portò al sequestro di 625 grammi di cannabis ‘light’ e il commerciante venne rinviato a giudizio.

LA SOSTANZA SEQUESTRATA

Quella sostanza sequestrata, e che era stata regolarmente acquistata dal titolare del’esercizio commerciale di Modica – lo testimoniano i documenti fiscali prodotti – con tanto di certificazione dell’azienda che la commercializzava e che ne escludeva l’effetto drogante, è stata ulteriormente analizzata da un consulente di parte per accertare l’effettiva presenza di livelli di THC e di conseguenza l’effetto psicotropo. La conclusione a cui è arrivata anche la consulente della difesa – incaricata dal legale, Fabrizio Cavallo, difensore dell’imputato – è che quelle infiorescenze, non potevano avere alcun effetto drogante. Il difensore aveva chiesto, ancora in fase di indagini preliminari, che venisse effettuato un incidente probatorio per analizzare il materiale sequestrato, escludere l’effetto drogante e arrivare quindi all’archiviazione del procedimento ma, in quel frangente non venne consentito. La consulenza venne poi prodotta nel corso delle udienze del processo.

L’UOMO E’ STATO ASSOLTO

L’uomo è stato assolto con la formula del “perché il fatto non sussiste”. Nel motivare la sua decisione, il giudice monocratico presso il Tribunale di Ragusa, Laura Ghidotti, nel citare copiosa giurisprudenza, se è pur vero che è vietata la commercializzazione di prodotti derivati dalla cannabis sativa, ha anche evidenziato che “la insussistenza di qualsivoglia effetto drogante delle sostanze poste in vendita dall’imputato e oggetto del capo di imputazione, rende impossibile l’evento dannoso o pericoloso conseguente alla messa in vendita senza autorizzazione di sostanze stupefacenti, in questo caso soltanto supposte tali, sicché l’imputato deve essere assolto”. Le motivazioni sono state contestuali alla sentenza. Il pubblico ministero, Stefania Schillaci, aveva chiesto la condanna dell’uomo a 4 mesi di reclusione e 750 euro di multa. L’avvocato difensore aveva chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste che è la formula utilizzata dal giudice per assolvere l’imputato. 

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