Campionesse oltre la malattia. Elena ed Emma al camp in Finlandia

Un’esperienza unica nel suo genere quella a cui stanno partecipando due giovani ragusane, Elena Digrandi e Emma Calabrese, che da lunedì scorso si trovano in Finlandia per il primo “Type 1 diabete Lions Youth Camp, Kisakallio”. Elena e Emma, che sono le uniche italiane a prendere parte al camp, sono infatti affette da diabete di tipo 1 e, tramite il Lions e con il supporto dell’Aiad, stanno avendo la possibilità di prendere parte all’interessantissimo progetto.

E’ stato così che le due giovani ragazze di 15 e 17 anni si sono trovate “costrette” a raggiungere da sole prima l’aeroporto di Roma, con il volo da Catania, quindi a spostarsi ai terminal internazionali per raggiungere Lohja, il luogo dove per un’intera settimana, 20 ragazzi provenienti da tutta Europa tra 17 e 19 anni (proprio Elena è la più piccola) stanno alternando momenti di confronto sulla propria patologia, ma anche momenti di gioco, sport (molti dei quali tra i più insoliti e mai praticati prima), con la possibilità, ovviamente, di migliorare il proprio inglese presso le strutture di alta qualità dell’istituto sportivo di Lohja, “Kisakallio sport institute”.

E naturalmente dopo lo sport, la possibilità di rilassarsi nella sauna finlandese sul lago immerso nella natura con il verde e il silenzio ma anche la visita della capitale o la partecipazione ad alcuni eventi sportivi dal vivo. Insomma, un’esperienza a tutto tondo che non potrà che rivelarsi preziosa e altamente formativa per le due ragazzine.
Uno degli obiettivi del campo è ovviamente quello di promuovere l’autogestione del diabete e l’educazione alla salute, tra cui l’auto-cura, l’apprendimento tra pari, la somministrazione di farmaci, la nutrizione. Avere la possibilità di confrontarsi con i propri pari età, su quelle che sono le varie problematiche di chi ogni giorno vive la propria patologia può infatti risultare quanto mai importante.

Specie in un’età, quella adolescenziale, dove la propria “condizione”, spesso, si rifiuta e si tende a non mettere in atto un adeguato stile di vita. Ma è chiaro che accanto al confronto tra pari, durante la settimana, ci sono diversi momenti di informazione di tipo scientifico, anche grazie alla presenza, all’interno del camp del “Master of Health Sciences”, che conosce anche il trattamento del diabete. “Siamo molto contenti – dice la presidente dell’Aiad di Ragusa, Gianna Miceli – magari all’inizio c’era un po’ di giustificabile preoccupazione da parte delle famiglie, che poi però è sparita subito dopo le prime 24 ore di permanenza in Finlandia delle ragazze, che stanno facendo una bellissima esperienza e tantissime amicizie e legami che saranno certamente duraturi. Ringraziamo ovviamente il Lions che ha dato a queste ragazze questa bella possibilità”. fonte Michele Farinaccio – La Sicilia

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