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Bufalino ha incontrato arte, scultura e teatro. Due giornate speciali alla Fondazione Bufalino a Comiso. Presentata edizione speciale di “Argo il cieco”


La parola incontra l’arte, quella visiva, quella plasmata, quella recitata. Sabato e domenica si sono svolti i due appuntamenti promossi dalla Fondazione Gesualdo Bufalino nell’ambito del festival “L’ingegnere di Babele” in corso di svolgimento a Comiso. Sabato pomeriggio è stata presentata la nuova speciale edizione illustrata, in 500 copie, di “Argo il cieco”, il secondo romanzo scritto da Gesualdo Bufalino, uno dei più famosi della sua tardiva carriera di scrittore. E’ arricchita dalle tavole illustrate dell’artista Giovanni La Cognata che si è ispirato ai personaggi contenuti all’interno di quello che è un diario-romanzo, dal doppio binario narrativo, in cui lo scrittore comisano, forse protagonista egli stesso del testo, inserisce memorie giovanili, affari di cuore, reminiscenze malinconiche. Pubblicato nel 1984, “Argo il cieco – I Sogni della memoria”, fu il secondo romanzo di Bufalino, dopo “Diceria dell’untore”, raccoglie riflessioni, ricordi, realtà e bugie si intrecciano su una continua altalena di presente e passato.


“In questo romanzo Bufalino propone un’immagine della Sicilia legata ad una stagione della sua giovinezza, è per certi versi il romanzo più felice di Bufalino che lo stesso dichiara di amare di più e di rileggere ogni tanto, lui che non rileggeva mai le sue opere – ha sottolineato il direttore scientifico e curatore di questa edizione speciale, Nunzio Zago – Si tratta, inoltre, di un testo da cui traspare singolarmente la modernità dell’autore, dotato d’un’invidiabile culturale classica, ma non immune, anche, dalle spericolatezze avanguardistiche del Novecento. Questa speciale edizione, infine, quando non si è ancora spenta l’eco della risonanza europea di cui la figura di Bufalino ha goduto in occasione del centenario della nascita, si giova dell’interpretazione figurativa d’un artista comisano di vaglia, Giovanni La Cognata, del suo realismo visionario”.


I personaggi di quelle pagine hanno preso forma e colori e sono diventati dipinti dell’artista La Cognata ispirato anche dagli aspetti più reconditi da trasformare in segno. La mostra sarà fruibile fino al 7 novembre, tutti i giorni con orario 10-13 e 16-19 (lunedì escluso). “In questi dipinti racconto a mio modo Argo il cieco – spiega l’artista – Ho riletto queste pagine e ho cercato di non fare delle tavole in ordine cronologico su singoli episodi ma in generale ho tratto le atmosfere e gli umori di quel periodo e ho aggiunto la mia visione artistica”.
Triplice l’obiettivo della Fondazione, come spiegato dal presidente Pippo Digiacomo che mira a valorizzare le opere di Bufalino anche attraverso la loro ripubblicazione e con l’aggiunta di nuovi inserti critici. “Il festival L’ingegnere di Babele si prefigge del resto tre obiettivi, tenere alto e prestigioso il nome di Gesualdo Bufalino, uno dei più grandi scrittori del Novecento italiano, ma anche dare un contributo per animare culturalmente la nostra provincia con eventi di caratura nazionale e internazionali, e poi valorizzare i talenti letterari e le eccellenze artistiche del nostro territorio, dando l’immagine di una provincia che non ha perduto le antiche virtualità, cioè quelle di essere tra le province più colte e talentuose di Sicilia”.


Domenica pomeriggio, invece, il secondo momento dove l’arte ha incontrato nuovamente la parola trasformata poi in teatro. Si è svolta infatti la presentazione della cartella “Il mare inesistente. Da Bufalino a Dante” che raccoglie il testo che Bufalino dedicò al canto 33 del Paradiso della Divina Commedia. Un testo, pubblicato da Sellerio nel 1985, che ha ispirato l’artista Giovanni Blanco. Ha realizzato una bellissima incisione, con tiratura limitata in 70 copie, creata secondo la tradizione artigiana delle tecniche incisorie. Ad arricchire la serata è stato il regista e attore Walter Manfrè che ha letto l’ultimo canto del Paradiso tra il suggestivo loggiato della Fondazione mentre un’analisi di natura letteraria è stata affidata sia al direttore scientifico Zago che alla docente e sindaco di Comiso, Maria Rita Schembari.
L’artista Blanco si è fatto pervadere, come ha raccontato, dalla “potenzia visionaria di Bufalino e nello specifico l’immagine di Nettuno che ho realizzato mi ha suggerito che potevo percorrere la strada in cui potevo andare ad esaltare il momento in cui la nave Argo, capitanata da Giasone, solca le acque e il Dio si alza per scorgere questo passaggio. La trasposizione in immagine di questo passaggio mi è sembrata molto potente”. Da quello artistico al racconto recitato con l’intervento di Manfrè secondo cui Dante e Bufalino “sono accomunabili, pur se con le nette differenze, dalla difficoltà del linguaggio anche se Bufalino, una volta decifrato, te lo fai amico, ti accompagna e te lo gusti da morire, mentre Dante Alighieri tratta di argomenti meno accessibili a tutti. In questa lettura ho voluto proporre già un significato del canto del sommo poeta magari allontanandomi un attimo dal rigore del testo”.
La manifestazione ha contributo del Comune di Comiso, dell’Assemblea Regionale Siciliana, dell’Assessorato Regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana. A portare i saluti istituzionali da parte della Regione è intervenuto il deputato Giorgio Assenza. Info su www.fondazionebufalino.it