«Una persona che soffre, che è malata in modo irreversibile, che è tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e che chiede di poter porre fine alla propria esistenza con dignità ha il diritto di ricevere una risposta certa e tempestiva». Parte da questa premessa il disegno di legge depositato all’Assemblea regionale siciliana dai […]
Assegno di invalidità, stangata per chi supera il limite: la Cassazione boccia il calcolo “al netto” delle tasse
07 Set 2026 19:57
La Corte di Cassazione mette un punto fermo sul calcolo del reddito necessario per ottenere l’assegno mensile di invalidità civile. Con l’ordinanza n. 24903/2026, la Sezione Lavoro ha stabilito che le imposte trattenute non possono essere sottratte dal reddito ai fini della verifica del requisito economico.
La decisione può avere conseguenze concrete per molti beneficiari e aspiranti beneficiari della prestazione: il reddito da prendere in considerazione è quello imponibile ai fini Irpef, prima delle ritenute fiscali. Possono essere sottratti soltanto gli oneri deducibili previsti dal Testo unico delle imposte sui redditi.
La vicenda nata a Ragusa
Il caso esaminato dalla Suprema Corte nasce da una controversia che ha coinvolto il Tribunale di Ragusa. Il giudice aveva riconosciuto a un assistito un’invalidità civile del 75% e aveva respinto l’obiezione dell’INPS relativa al mancato rispetto del limite reddituale.
Il Tribunale aveva ritenuto possibile calcolare il reddito al netto non soltanto degli oneri deducibili, ma anche delle ritenute fiscali. Con questo criterio, il reddito dell’interessato risultava inferiore alla soglia prevista dalla legge.
L’INPS ha impugnato la decisione, sostenendo invece che dovesse essere considerato il reddito imponibile Irpef al lordo delle imposte. Applicando questo metodo, il limite reddituale veniva superato.
La Cassazione ha dato ragione all’Istituto.
Le tasse trattenute non si possono scalare
Secondo la Suprema Corte, per verificare il requisito economico previsto per l’assegno mensile di invalidità occorre fare riferimento al reddito calcolato ai fini Irpef.
Dal reddito complessivo possono essere sottratti esclusivamente gli oneri deducibili previsti dall’articolo 10 del TUIR, come, nei casi stabiliti dalla legge, determinati contributi previdenziali e assistenziali o assegni periodici corrisposti al coniuge.
Non possono invece essere sottratte le ritenute fiscali applicate sul reddito.
La Cassazione ha quindi chiarito la differenza tra il reddito imponibile utilizzato per il calcolo fiscale e la somma che, dopo il pagamento delle imposte, rimane effettivamente nella disponibilità del contribuente.
Una decisione che può cambiare l’esito delle domande
Il principio è particolarmente rilevante perché il metodo di calcolo può determinare il superamento o meno della soglia reddituale prevista per l’accesso alla prestazione.
In sostanza, non basta guardare quanto denaro rimane effettivamente in tasca dopo le tasse: ai fini dell’assegno di invalidità occorre considerare il reddito secondo le regole fiscali indicate dalla legge e dalla Cassazione.
La pronuncia si inserisce in un orientamento già espresso dalla Suprema Corte e mira a garantire un criterio uniforme nella verifica dei requisiti economici per le prestazioni assistenziali.
Fonte: ordinanza Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, n. 24903/2026; ricostruzione della vicenda e dei contenuti della pronuncia sulla base della fonte NTW Press.
© Riproduzione riservata