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Archeologia: antico relitto ritrovato nelle acque di Pozzallo
19 Lug 2022 15:25
Nuove segnalazioni di reperti sommersi sono giunte in questi giorni alla Soprintendenza del mare della Regione siciliana, diretta da Ferdinando Maurici. Il primo reperto è stato segnalato da Marcello Consiglio, dipendente dell’assessorato regionale dei Beni culturali che, durante un’immersione nell’isola di Linosa, ha individuato sul fondale un ceppo in piombo di ancora e un’anfora apparentemente intatta, forse di età tardo romana (potrebbe ipoteticamente essere una Keay XXIII/Lusitania IV/Almagro 51 di fine III-IV secolo d.C.).
Sono già state attivate le indagini per un approfondimento sul ritrovamento. Un secondo reperto a Pozzallo, dove le ‘Secche di Circe’ continuano a restituire tracce degli innumerevoli naufragi avvenuti fin dall’antichità. In una zona delle secche, abitualmente frequentata da pescatori in apnea, infatti, Antonino Giunta, collaboratore volontario della Soprintendenza del mare e componente del gruppo subacqueo dell’associazione culturale BCsicilia, ha individuato quelle che sembrerebbero essere a un primo sguardo le tracce di un relitto.
Il ritrovamento, che sembra essere costituito da legni lavorati e rivestiti da lamine di piombo, diversi elementi plumbei e tavole di fasciame affioranti tra le pietre di zavorra, induce la Soprintendenza ad avviare ulteriori indagini subacquee per stabilirne la consistenza.
E’ importante ricordare a tutti quegli amatori che durante un’immersione dovessero imbattersi in un ritrovamento che, come previsto dalla normativa, chiunque rinvenga un bene culturale sott’acqua, è obbligato a darne tempestiva comunicazione all’autorità: alla Soprintendenza del mare o alle forze dell’ordine o al sindaco del Comune di pertinenza, entro le 24 ore.
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