Appello al voto dell’ex sindaco di Modica Antonello Buscema – Lettera aperta


A cu’ ama ddari, st’annu u votu? Iu, a dilla a tia, stavota mancu ci vulissi iri a butari.
Con queste o con altre parole, comunque dello stesso significato, sono stato e siamo stati molte volte interpellati nel corso di questa questa campagna elettorale. E di fronte a questa semplice, quasi banale domanda, si nasconde invero il travaglio, la passione, la delusione verso la politica.


Allora mi è parso superficiale, persino offensivo rispondere “vota Tizio o vota Caio”, né al contrario è possibile ogni volta aprire un dibattito sui massimi sistemi: così ho intanto riflettuto seriamente per capire io perché e per chi andrò a votare domenica 25 settembre.
E mi sono dato quattro risposte che ho poi dato ai tanti amici e comuni cittadini incontrati e che alla vigilia del voto voglio condividere con tutti quelli che non incontrato.

  1. Io domenica vado a votare perché sono un ingenuo, perché continuo ancora a credere che il nostro Paese e la nostra democrazia poggino su istituzioni solide e credibili, solidità e credibilità che gli possono conferire, direttamente o indirettamente, solo il mio voto e quello di ogni cittadino. Sono un ingenuo e lo sarò sempre ma sono un “ingenuo costituzionale”, contro i furbi, i pragmatici, gli opportunisti, i qualunqusti che vogliono che il nostro Paese poggi invece sul denaro, la forza, l’intrallazzo, gli egoismi, quindi sul nulla.
  2. Io domenica voto Partito Democratico perché è l’unico partito degno ancora di questo nome, le cui sorti e le cui scelte, anche le più scellerate, non dipendono da un capo ma dalla passione, dal contributo, dagli errori della sua classe politica. E voto Pd perché sono un testardo, ostinato nel credere che si possa fare politica perseguendo i grandi valori della sinistra, ma facendolo con tanta convinzione, rettitudine e coerenza (anche personale) da suscitare l’attenzione e l’interesse degli elettori moderati che, pur non essendo legati agli stessi valori, si nutrono di idealità compatibili e talvolta determinanti per il buon governo del nostro Paese. Non si allarga il consenso diluendo l’identità ma rinforzandola al punto tale di non aver timore del confronto e di metterla in gioco sui tavoli della politica.
  3. Io domenica, alle elezioni regionali, voto Francesco Stornello, candidato modicano nella lista del Pd. Perché è un uomo impegnato che ha sempre studiato e lavorato e perché quando ha dato la sua disponibilità a candidarsi, esponendosi in un contesto difficile, lo ha fatto nel suo stile: continuando a studiare e a lavorare, questa volta i problemi della Sicilia e dei siciliani, in particolare quelli della provincia di Ragusa, e sull’analisi e l’esame delle soluzioni ha basato la sua cmpagna elettorale ed il dibattito con i cittadini e le forze sociali. Sono quindi certo che, una volta eletto, continuerà a studiare e a lavroarare, riportando a partire da Modica la consapevolezza che la politica è una cosa seria ed impegnativa, in cui immagine e realtà sono due facce della stessa moneta e non facce di monete diverse o addirittura di diverso conio.
  4. Io domenica, alle elezioni politiche, purtroppo non posso dirvi per chi voto. Posso confermare che, per gli stessi motivi di cui sopra, voterò il Pd, ma mi è impossibile indicare il candidato, la persona in carne ed ossa che ci rappresenterà a Roma, così come a voi è impossibile indicarlo a me, semplicemente perché la legge ce lo impedisce. Sono d’accordo con tutti voi su questo: sono riusciti a fare una legge elettorale che non contempla il voto del cittadino, che non sia la semplice indicazione di un simbolo e la presa d’atto di una lista di nomi tra cui saranno scelti i fortunati vincitori.
    Ma è un motivo in più per andare a votare e sancire il nostro diritto di scegliere oggi per poter continuare a scegliere, soprattutto, domani.
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