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A Catania, sciopero dei lavoratori della Pfizer, impegnata a produrre il vaccino contro il Covid


Secondo giorno di sciopero alla Pfizer di Catania, lo stabilimento del colosso farmaceutico impegnato nella produzione del vaccino contro il Covid. C’e la delicata situazione di reparti interamente costituiti da lavoratori in somministrazione, come quello della ” sperlatura”, di cui non e’ ancora chiara la prospettiva occupazionale, dietro la protesta in atto in questi giorni.

“Ci troviamo a pochi giorni dalla scadenza, il 30 novembre 2020, di questa ennesima missione di lavoro per conto dell’agenzia Randstad, che invece non s’e’ mai sottratta al confronto con i sindacati – spiegano i sindacati Felsa Cisl, Nidil Cigil, UILTemp, le categorie di Cgil, CISL e Uil, che organizzano e rappresentano i 200 lavoratori in somministrazione presso Pfizer – senza contare che una prima missione era gia’ scaduta a luglio scorso.

E ci troviamo purtroppo di fronte al consueto rituale mantenuto per anni, e cioe’ tenere i lavoratori somministrati in bilico fino all’ultimo, facendo crescere le aspettative sulla possibile stabilizzazione; del resto sono visti come lavoratori precari e quindi di “serie b”, e poco importa che dietro ciascuno di loro ci sia una storia di anni duro di lavoro, di negazione, di speranze ed anche di legittime aspettative”.

Lo sciopero e’ iniziato ieri e si protrarra’ anche oggi: i lavoratori ritengono non piu’ procrastinabile il coinvolgimento di tutte le parti, sindacali e datoriali che possano contribuire ad una positiva risoluzione della vertenza. “Non si comprende – sottolineano- perche’ i vertici aziendali rifiutino il confronto”. “Questo sciopero – continua una nota sindacale unitaria- servira’ invece a ridare identita’ e dignita’ al lavoro svolto da ciascuno di loro e non puo’ essere usato il ricatto dell’immagine negativa che ricadrebbe sull’azienda. Semmai la domanda da porre sarebbe: perche’ utilizzare la somministrazione per cosi lungo tempo accentuando i costi del personale e non stabilizzarli all’interno della stessa azienda?”