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A 30 anni dalla scomparsa di Gesualdo Bufalino, Giovanni Arezzo e Giorgia Faraone aprono “L’ingegnere di Babele” 2026
02 Giu 2026 15:15
COMISO (RG) – A trent’anni dalla scomparsa di Gesualdo Bufalino, la sua scrittura continua a imporsi come una presenza perturbante e luminosa, una lingua che non smette di interrogare il presente con la sua densità barocca, la sua ironia sottile, la sua capacità di trasformare la memoria in visione. È in questo orizzonte che si apre “L’ingegnere di Babele”, festival promosso dalla Fondazione Gesualdo Bufalino di Comiso, giunto alla sesta edizione. Il festival prende avvio venerdì 5 giugno alle ore 21, nel suggestivo Loggiato della sede della Fondazione in piazza delle Erbe a Comiso, con “R4cconti”, spettacolo teatrale-musicale di Giovanni Arezzo e Giorgia Faraone. Una lettura-concerto in cui la voce di Arezzo non si limita a narrare, ma attraversa dall’interno quattro racconti brevi di Bufalino, facendosi corpo della parola, vibrazione, accensione continua di senso. Intorno a questa voce, le musiche originali eseguite dal vivo da Giorgia Faraone costruiscono un contrappunto mobile e imprevedibile: non semplice accompagnamento, ma forza narrativa autonoma che apre fratture, crea tensioni, sospende e rilancia il testo. Due microfoni, un synth, una loop station delineano un dispositivo scenico essenziale e contemporaneo, pensato per sottrarre la parola alla fissità e restituirla a una dimensione viva, quasi instabile. “R4cconti” diventa così un attraversamento sensoriale e letterario, dove la prosa bufaliniana emerge nella sua sorprendente attualità, come se continuasse a scriversi nel momento stesso in cui viene detta. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Sabato 6 giugno alle ore 19, nella Galleria della Fondazione, si inaugurerà la mostra “Quadri per un’esposizione… Qualcuno, per favore, me li dipinge?” Giampiero Nanni per Gesualdo Bufalino. L’esposizione nasce da una provocazione che Bufalino affidò alle pagine de Il malpensante nel 1987, immaginando diciannove quadri inesistenti e annotandone soltanto i titoli: immagini verbali enigmatiche, spesso ossimoriche, sospese tra ironia, letteratura, mito, scienza e sogno. A raccogliere quella sfida è stato Giampiero Nanni, artista che vive tra Inghilterra e Francia, chiamato a confrontarsi non con delle immagini, ma con le parole che le evocano. I suoi lavori non illustrano i titoli di Bufalino né pretendono di risolverne il mistero. Al contrario, ne amplificano le ambiguità, trasformando ogni opera in una nuova soglia interpretativa. La mostra resterà aperta fino al 19 luglio, visitabile dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 21 (chiuso il lunedì). “L’Ingegnere di Babele – spiega Giuseppe Digiacomo, presidente della Fondazione Bufalino – continuerà fino al 5 luglio 2026, attraversando i molteplici universi dell’autore comisano con un programma che intreccia teatro, musica, arti visive e incontri, e riaffermando la vitalità di un autore che continua a risuonare oltre il suo tempo”. Informazioni sul sito www.fondazionebufalino.it e sui canali social, dove è attiva la prevendita per il concerto di Giovanni Caccamo, uno dei protagonisti di questa edizione del festival. Tutti gli altri incontri sono ad ingresso gratuito.
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