Due libri, due scuole, un’Italia: il Liceo Fermi di Ragusa si gemella con Monselice

Due libri, due scuole, un’Italia: il Liceo Fermi di Ragusa si gemella con Monselice

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Millecinquecento chilometri separano Ragusa da Monselice, ai piedi dei Colli Euganei. Questa mattina, nell’aula magna del Liceo scientifico “Enrico Fermi”, quella distanza si è accorciata fino a diventare una stretta di mano tra ragazzi siciliani e veneti, uniti da due libri scritti con le loro mani. È il cuore di “Pagine che uniscono. Due storie, una comunità”, il gemellaggio tra il Fermi e l’istituto di istruzione superiore “Cattaneo-Mattei” di Monselice e Conselve, in provincia di Padova.

All’origine dell’incontro ci sono due volumi nati da progetti scolastici diversi e pubblicati entrambi dalla casa editrice ragusana Opera Incerta. Il primo, “Le vie delle donne. Voci restituite, sguardi nuovi”, è il frutto della ricerca delle classi V B scienze applicate e V B sportivo del Fermi, seguite dalle professoresse Lilla Anagni, Francesca Camponero e Gabriella Mazza: raccoglie biografie e testimonianze di donne siciliane, di ieri e di oggi, che con le loro scelte hanno lasciato un segno nella storia civile e culturale del Paese. Il lavoro era cominciato quando gli studenti frequentavano il terzo anno.

Il secondo, “Come riflessi sulle onde”, porta la firma degli studenti veneti ed è dedicato ad Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso in un agguato di stampo camorristico per aver difeso un’idea di sviluppo sostenibile del suo territorio. Due studentesse del Cattaneo-Mattei hanno viaggiato fino a Ragusa per presentarlo ai coetanei siciliani.

L’iniziativa è stata organizzata dalla professoressa Gabriella Mazza, referente per la Legalità del Fermi, insieme alla Consulta femminile di Ragusa. La vicepresidente Maria Giovanna Bentivoglio ha consegnato una targa alla professoressa Rosalba Bertazzo, in rappresentanza della scuola di Monselice. Ad aprire la mattinata è stata la dirigente scolastica Daniela Piccitto; presenti anche le assessore comunali Elvira Adamo, alle Pari opportunità, e Catia Pasta, alla Pubblica istruzione. Per Libera è intervenuta la professoressa Petrolito, che ha ricordato il sacrificio di uomini come Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Il filo che ha legato le due scuole è chiaro: mafie, distruzione dell’ambiente, corruzione e disuguaglianze non sono questioni di una sola regione, ma ferite che attraversano il Nord come il Sud. E la risposta, hanno mostrato i ragazzi, passa dalla cultura. Le idee migliori, si è detto in aula, non hanno bisogno di passaporto: viaggiano, si mescolano e mettono radici dovunque trovino un terreno pronto ad accoglierle.

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