Ragusa Dietro il Sipario sceglie la «Libertà»: si apre il 23 ottobre con Iaia Forte a lume di candela

Ragusa Dietro il Sipario sceglie la «Libertà»: si apre il 23 ottobre con Iaia Forte a lume di candela

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Una parola che tutti usano e pochi interrogano. Dopo la “Speranza” dello scorso anno, il Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla affida alla “Libertà” la nuova edizione di “Ragusa Dietro il Sipario – Le parole fragili del nostro tempo”, il festival promosso dall’associazione Donnafugata 2000 con la direzione artistica di Vicky e Costanza Di Quattro e riconosciuto dal Ministero della Cultura. Si comincia venerdì 23 ottobre con Iaia Forte, in un salone illuminato soltanto dalle candele.

Maddalena a lume di candela

L’apertura è “Maddalena c’est moi” di Davide Rondoni, con Iaia Forte e le musiche dal vivo al violino di Danilo Rossi, prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo. Lo spettacolo sarà proposto in una mise en espace nel Salone di Palazzo Arezzo di Donnafugata, con un allestimento curato dallo stilista Fabrizio Minardo e illuminato a lume di candela. La figura di Maria Maddalena torna alla sua dimensione più umana e fragile, lontana dagli stereotipi, in un percorso che passa dal dolore e dal desiderio fino all’incontro che cambia tutto.

Da Franca Viola a Gioele Dix, tre prime nazionali

Il cartellone prosegue il 30 ottobre con “Franca V.”, di e con Aurora Miriam Scala, in prima nazionale: la storia di Franca Viola, la sedicenne siciliana che nel 1965 rifiutò il matrimonio riparatore. Il 31 ottobre e il 1° novembre Gioele Dix porta in scena “Ai nostri tempi (biblici)”, tra memoria personale, sacre scritture e vita quotidiana. Il 6 novembre la parola passa al corpo con “Romeo e Giulietta” della Compagnia Zappalà Danza; il 13 novembre Filippo Capobianco, campione mondiale di poetry slam, presenta “Mia mamma fa il notaio ma anche il risotto”.

Il 20 novembre, in prima nazionale, “Soprani tutti buttani” di Costanza Di Quattro con Mario Incudine. Il 27 e 28 novembre “Meglio tardi che mai”, con Franca Pampaloni e Nicanor Cancellieri per la regia di Rita Pelusio, affronta il rapporto con il tempo e con l’età. Il 4 dicembre terza prima nazionale con “La libertà che resta” di e con Giuseppe Ferlito; il 12 e 13 dicembre Lucilla Giagnoni si misura con il XXXIII canto del Paradiso in “Vergine Madre”. Chiude il festival, il 18 dicembre, Alessandro Bandini con “Per sempre”, drammaturgia costruita sulla storia d’amore tra Giovanni Testori e Alain Toubas.

I piccoli, gli studenti e la stagione fino ad aprile

Torna il “Donnafugata dei piccoli”, per bambini dai 4 ai 13 anni, con appuntamenti domenicali a doppio turno: “Pinocchio” il 22 novembre, “Cappuccetto Rosso” il 6 dicembre, “Il circo delle scelte coraggiose” il 20 dicembre. Prosegue anche “Mimesi”, la collaborazione con il Liceo Classico Umberto I che mette gli studenti a contatto diretto con attori, registi e autori.

Finito il festival, il teatro non si ferma: la programmazione continua fino ad aprile 2027 con Antonello Taurino (16 e 17 gennaio), “Elogio all’imperfetto” di Costanza Di Quattro con Diego Dalla Palma (6 e 7 febbraio), “Dov’è finito lo zio Coso” (20 e 21 marzo), “Storie bastarde” di Davide Desario con Fabio Avaro (10 aprile) e, il 24 aprile, il concerto di Uto Ughi nell’androne di Palazzo Arezzo di Donnafugata. «Il teatro mette in relazione storie, generazioni e punti di vista differenti e lascia al pubblico lo spazio per costruire le proprie domande», spiegano le direttrici artistiche. La “Libertà”, a Ibla, sarà una parola da attraversare più che da definire.

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