Via Roma, la guerra delle auto, Ragusa Prossima: «Cassì ha tradito il programma votato dai ragusani». Pronto referendum

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«La riapertura al traffico di via Roma è la carta della disperazione dell’amministrazione Cassì-Giuffrida». È questo il giudizio di Ragusa Prossima, che torna sulla decisione del sindaco di riaprire alle automobili il tratto pedonale di via Roma e annuncia di voler valutare l’attivazione di un referendum cittadino.

La presa di posizione arriva dopo gli interventi del Partito Democratico, dei consiglieri di opposizione e di Legambiente, tutti critici, seppure con accenti diversi, nei confronti della scelta dell’Amministrazione comunale. Ragusa Prossima concentra il proprio attacco soprattutto sul metodo seguito per arrivare alla decisione, contestando l’annuncio affidato a un post sui social e l’assenza di un confronto preventivo con il Consiglio comunale e con la città.

«L’annuncio sui social non può sostituire il doveroso confronto con i cittadini e il Consiglio comunale», sostiene il movimento, ricordando che il programma elettorale con il quale Peppe Cassì si era presentato agli elettori indicava una direzione diversa per la mobilità urbana.

«Una scelta opposta al programma votato dai cittadini»

Ragusa Prossima richiama in particolare il programma “Direzione Ragusa 2028”, nel quale l’Amministrazione Cassì aveva indicato la volontà di guardare alle città europee e di superare la centralità dell’automobile a favore del pedone.

«E alle città europee che dobbiamo guardare perché hanno mostrato i vantaggi della micromobilità elettrica anche in territori con pendenze, hanno attuato quel cambiamento di prospettiva, passando dalla centralità dell’auto alla centralità del pedone che è il fulcro della nostra prossima azione urbanistica», si leggeva nel programma.

Per Ragusa Prossima, la riapertura di via Roma rappresenta oggi una direzione diametralmente opposta rispetto a quella indicata agli elettori. Il movimento ricorda inoltre che il programma prevedeva la riqualificazione del tratto compreso tra corso Italia e la rotonda Maria Occhipinti e, per la parte già pedonalizzata, la progettazione di un porticato a basso impatto.

«Se il programma si chiamava Direzione Ragusa 2028 possiamo affermare che il sindaco sta andando nella direzione opposta a quella votata dai cittadini e affidata alla sua cura e alla sua amministrazione», afferma Ragusa Prossima.

Il nodo del confronto in Consiglio comunale

Nel documento firmato dalla presidente Lilla Anagni, il movimento ricorda anche il precedente ordine del giorno presentato dai consiglieri Rosanna Caruso, Federico Bennardo e Gaetano Mauro, che chiedeva di valutare la riapertura sperimentale di un tratto di via Roma.

Quella proposta era stata bocciata dal Consiglio comunale. Ragusa Prossima sottolinea come, in quell’occasione, fossero stati coinvolti nel dibattito anche i consiglieri Gianni Iurato e Marco Antoci, chiamati a intervenire a difesa della pedonalizzazione in rappresentanza dell’allora maggioranza e dell’Amministrazione civica.

Oggi, con una maggioranza diversa e a trazione Forza Italia, la scelta è cambiata. Secondo il movimento, proprio questo passaggio avrebbe reso necessario un confronto istituzionale più ampio, con più sedute del Consiglio comunale e magari una o più riunioni aperte ai cittadini, ai residenti, alle organizzazioni professionali e di categoria e agli altri soggetti interessati.

«La riapertura al traffico di uno degli assi viari più importanti della città» non può essere considerata, secondo Ragusa Prossima, un atto di ordinaria amministrazione. La decisione coinvolge infatti viabilità, urbanistica, sviluppo economico, sicurezza e la stessa idea di città da consegnare alle generazioni future.

Nel documento viene richiamata anche la vicenda del parcheggio di Ibla, che il movimento considera un altro esempio di scelta amministrativa affrontata senza un confronto sufficientemente ampio.

«Non sono le auto a rilanciare il centro storico»

Ragusa Prossima contesta anche il merito della riapertura, pur precisando che non è ancora possibile esprimere una valutazione completa sui dettagli dell’intervento, non essendo stati resi noti tutti gli aspetti della sperimentazione.

Restano da chiarire, secondo il movimento, il senso di marcia, i giorni e gli orari di apertura al traffico, le aree di sosta e fermata, le misure per la sicurezza dei pedoni e gli eventuali interventi compensativi per i commercianti.

Sarà inoltre necessario rivedere la sistemazione delle aiuole e delle panchine, creare gli spazi per il passaggio dei mezzi di soccorso e antincendio e mettere in sicurezza i nuovi percorsi pedonali.

La critica principale riguarda però l’idea che il ritorno delle automobili possa contribuire al rilancio economico della zona.

Ragusa Prossima richiama gli studi più recenti condotti dall’associazione Insieme in Città e dal sociologo Filippo Spadola, secondo i quali il commercio del centro storico è cambiato profondamente negli ultimi decenni. Alle attività tradizionali di abbigliamento, calzature e liste nozze si sono affiancate e in parte sostituite attività legate al food, al drink, all’accoglienza turistica e al commercio etnico.

«Far passare le auto aumentando i livelli di smog non crediamo che per le attività esistenti possa aumentare gli scontrini», sostiene il movimento, secondo il quale la nuova viabilità potrebbe aumentare traffico e inquinamento, senza garantire benefici alle attività economiche.

Nel mirino finisce anche la gestione dei parcheggi a pagamento, affidata a una ditta privata per 32 anni. Ragusa Prossima ritiene che, in questo scenario, il soggetto destinato a beneficiare con maggiore certezza della riapertura possa essere proprio il gestore dei parcheggi.

Il movimento ricorda inoltre la proposta di consentire, almeno nelle ore pomeridiane, la sosta gratuita nel parcheggio comunale sottostante piazza Matteotti, come misura che avrebbe potuto sostenere le attività del centro storico.

Il confronto con le altre strade e le piazze pedonali

Nel documento viene richiamata anche la sperimentazione della riapertura al traffico del tratto compreso tra via Sant’Anna e Ponte Pennavaria, della quale Ragusa Prossima avrebbe voluto conoscere i risultati.

Al contrario, vengono citati come esempi di vivibilità e frequentazione piazza San Giovanni e via Mariannina Coffa, entrambe pedonalizzate.

Il movimento osserva inoltre come la desertificazione commerciale abbia interessato anche strade aperte al traffico, tra cui via Mario Leggio, corso Italia e il tratto di via Roma in prossimità della rotonda Maria Occhipinti. Un elemento che, secondo Ragusa Prossima, dimostrerebbe come la presenza delle automobili non sia di per sé sufficiente a garantire la vitalità economica di una strada.

«Per fare via Roma e il centro storico great again forse ci vuole altro», scrive il movimento, richiamando anche il possibile recupero della vallata Santa Domenica come occasione per restituire nuova vita a questa parte della città.

L’idea di via Roma e l’ipotesi referendum

La visione proposta da Ragusa Prossima è quella di una via Roma considerata il cuore del centro storico di Ragusa Superiore: una strada capace di migliorare la qualità della vita dei residenti e di accogliere attività sociali, culturali, ricreative ed economiche.

Una prospettiva che, secondo il movimento, non troverebbe alcun vantaggio nella riapertura al traffico. La proposta alternativa sarebbe quella di inserire via Roma in un progetto più ampio di riqualificazione del centro storico, valutando anche l’estensione degli interventi ad altre aree.

La conclusione del documento apre infine alla possibilità di una consultazione popolare.

«Ragusa Prossima intende valutare la possibilità di attivare lo strumento del referendum cittadino per favorire attorno alla scelta un dibattito più ampio e consapevole e, soprattutto, per ridare legittimità politica a una decisione non prevista dal programma elettorale votato dai cittadini e che contraddice un atto di indirizzo votato a larga maggioranza (anche da questa maggioranza) in Consiglio comunale».

La proposta è firmata dalla presidente Lilla Anagni e porta la data del 16 settembre 2026. Il dibattito su via Roma si arricchisce così di un nuovo fronte, mentre resta da capire come verrà concretamente organizzata la sperimentazione annunciata dal sindaco e quali saranno gli effetti sulla viabilità e sulle attività del centro storico.

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