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Oltre 835 mila presenze a fine agosto e una domanda precisa: come far durare il turismo ibleo tutto l’anno?
03 Set 2026 10:42
Il turismo nell’area iblea ha ormai raggiunto una dimensione che non può più essere letta soltanto attraverso la lente della stagionalità. I numeri elaborati dal Forum Operatori Turistici sui quattro comuni analizzati — Ragusa, Modica, Scicli e Santa Croce Camerina — fotografano un comparto con un peso sempre più rilevante sull’economia del territorio.
Al 31 agosto 2026 le presenze turistiche cumulative raggiungono quota 835.566, contro le 487.076 registrate al 31 luglio. In un solo mese il territorio ha dunque aggiunto oltre 348 mila presenze, con una crescita cumulativa del 71,55%, secondo i dati elaborati attraverso la piattaforma Pay Tourist.
Numeri che, per il presidente del Forum Operatori Turistici Maurizio La Micela, impongono un cambio di passo. «835 mila presenze in quattro comuni non sono più un fenomeno da osservare con la lente della semplice stagionalità. Sono numeri che raccontano una vera e propria dimensione economica del turismo ibleo».
Oltre 835 mila presenze: Ragusa concentra quasi il 60% del totale
La distribuzione territoriale evidenzia il diverso peso dei quattro comuni, ma anche incrementi particolarmente significativi nel passaggio da luglio ad agosto.
Ragusa passa dalle 315.527 presenze cumulative del 31 luglio alle 500.709 del 31 agosto, con un incremento del 58,69%. Il capoluogo rappresenta circa il 59,92% del totale registrato nei quattro territori.
Modica sale da 102.099 a 188.872 presenze, con una crescita dell’84,99%.
Ancora più marcata la progressione di Scicli, che passa da 63.587 a 133.252 presenze, segnando un incremento del 109,56%.
Infine Santa Croce Camerina cresce da 5.863 a 12.733 presenze, con un incremento del 117,18%.
Il quadro complessivo restituisce quindi una massa di domanda turistica che produce ricadute non soltanto sulle strutture ricettive, ma anche su ristorazione, commercio, trasporti, servizi e sull’intero ecosistema dell’ospitalità.
«Il dato che più ci interessa non è soltanto la cifra assoluta, ma quello che questa cifra ci obbliga a fare», sottolinea La Micela. «Quando un territorio raggiunge questi volumi, non può più affidarsi soltanto alla percezione occasionale o alla fotografia autoreferenziale sui social della stagione appena trascorsa. Deve dotarsi di strumenti permanenti di analisi».
Dal numero delle presenze alla dimensione economica del turismo
Il Forum prova anche a tradurre il dato delle presenze in una possibile dimensione economica.
Assumendo come parametro di lavoro una spesa media compresa tra 100 e 130 euro per presenza, le 835.566 presenze registrate al 31 agosto corrisponderebbero a una spesa turistica diretta potenziale compresa tra 83,6 e 108,6 milioni di euro.
Si tratta, viene precisato, di una stima inferenziale e non di un dato contabile effettivamente rilevato. Il valore serve tuttavia a rendere immediatamente percepibile la portata economica del fenomeno.
Il punto, per il Forum, è proprio questo: quando il turismo assume queste dimensioni, la misurazione non può più essere affidata esclusivamente a impressioni, percezioni o indicatori isolati. Servono dati confrontabili, continuità nell’osservazione e capacità di trasformare le informazioni in decisioni.
Il nodo della continuità stagionale: agosto non può essere il punto di arrivo
La grande quantità di presenze concentrate nei mesi di punta apre però un’altra questione: come trasformare la forza della stagione estiva in continuità economica durante il resto dell’anno?
Gli indicatori di domanda digitale osservati dal Forum segnalano, per alcune destinazioni, una contrazione delle ricerche sulle principali piattaforme di prenotazione nel periodo successivo al picco di agosto. Nel periodo analizzato, le ricerche relative ai soggiorni a Scicli risultano in calo del 32%, mentre quelle relative a Noto del 36%.
Si tratta di indicatori di domanda futura e non di presenze effettive. Non consentono, quindi, di stabilire da soli un rapporto causale tra eventi, comunicazione territoriale e andamento delle prenotazioni. Possono però rappresentare segnali utili per comprendere in anticipo l’evoluzione della domanda.
Per La Micela, la questione è soprattutto strategica.
«Non esistono stagioni belle o brutte, ma stagioni diverse. Diventa una questione di politica economica territoriale. Il problema non è riempire il territorio ad agosto. Il problema è fare in modo che una parte significativa di quella capacità di spesa, di quella domanda e di quella filiera economica venga distribuita anche nei mesi di spalla e nella stagione invernale».
È il concetto di Continuità Stagionale, che il Forum considera una vera strategia di sviluppo economico: maggiore continuità imprenditoriale, maggiore stabilità lavorativa e migliori condizioni per attrarre investimenti.
Eventi e promozione: la domanda va costruita prima
Il ragionamento investe direttamente anche le politiche degli eventi.
La domanda turistica estiva viene spesso costruita e acquistata con largo anticipo rispetto al momento in cui il visitatore arriva sul territorio. Per questo, secondo il Forum, intervenire esclusivamente durante il mese di agosto con eventi e iniziative promozionali rischia di incidere poco sulla capacità di generare nuova domanda incrementale, quando gran parte delle decisioni di acquisto è già stata presa.
La questione, dunque, non è stabilire soltanto se un evento sia bello, partecipato o attrattivo. Bisogna capire quando viene realizzato, quale domanda vuole intercettare, su quali mercati agisce e quali risultati produce rispetto alle risorse investite.
Il territorio dispone di un patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico di enorme valore. Ma, avverte il Forum, non può vivere indefinitamente di rendita.
La programmazione degli eventi dovrebbe quindi essere accompagnata da una valutazione preventiva e successiva dei risultati, superando una logica basata esclusivamente sulla comunicazione social e sull’autoreferenzialità.
Banche dati non allineate: 1.148 strutture sotto osservazione
Un altro elemento emerso dall’analisi riguarda la qualità e la coerenza delle informazioni disponibili.
L’incrocio effettuato dal Forum tra l’anagrafe regionale delle strutture ricettive dotate di CIN e i dati presenti sulla piattaforma Pay Tourist dei quattro comuni analizzati evidenzia 1.148 strutture non allineate, pari al 37,49% dell’universo considerato.
La percentuale varia sensibilmente da territorio a territorio e raggiunge il 74,42% a Santa Croce Camerina e il 40,10% a Scicli.
Il Forum precisa che una mancata corrispondenza tra banche dati non consente, da sola, di affermare che le strutture siano irregolari. Il dato evidenzia però una significativa disomogeneità tra sistemi informativi che dovrebbero dialogare e fornire una fotografia coerente del comparto.
A questo si aggiunge il tema dell’emersione dell’abusivismo. Secondo il Forum, le autorità dovrebbero rafforzare i controlli anche sulle offerte di alloggio turistico pubblicizzate attraverso canali e piattaforme online, quando emergano possibili situazioni di esercizio al di fuori delle regole.
La conoscenza puntuale dell’offerta diventa così una condizione essenziale anche per tutelare gli operatori regolari e garantire una concorrenza corretta.
Programmare prima, non inseguire dopo
La sfida, quindi, non riguarda soltanto la promozione. Riguarda la governance complessiva del turismo.
Eventi, comunicazione, infrastrutture, mobilità, servizi, calendario culturale e strategie promozionali dovrebbero essere programmati con sufficiente anticipo, in modo da consentire agli operatori di prepararsi e al territorio di costruire un’offerta coerente.
«Un operatore turistico non può programmare il proprio lavoro a stagione iniziata. E neppure un territorio dovrebbe farlo. La programmazione deve arrivare prima della domanda, non dopo».
È una prospettiva che porta il turismo fuori dalla dimensione dell’emergenza e lo colloca dentro una vera strategia di sviluppo territoriale.
Nasce Nexus, il laboratorio per trasformare i dati in strategie
È in questo scenario che il Forum Operatori Turistici sta lavorando alla costruzione di Nexus – New Evaluation, X-ray, Understanding, Strategy, un laboratorio statistico e di analisi promosso su base volontaria dagli operatori.
L’obiettivo non è creare l’ennesima banca dati, ma provare a trasformare informazioni frammentarie in conoscenza utilizzabile attraverso un percorso sintetizzato nell’acronimo DACP: Dati, Analisi, Comprensione, Proposte.
Il laboratorio punta a mettere a confronto dati pubblici, informazioni territoriali e indicatori provenienti dagli operatori per costruire progressivamente una lettura più precisa dell’economia turistica iblea.
Un percorso che, sottolinea il Forum, deve necessariamente distinguere tra dato rilevato, dato elaborato, stima statistica e ipotesi di lavoro. Non tutte le informazioni disponibili hanno infatti lo stesso grado di affidabilità e non tutte possono essere utilizzate con la medesima valenza.
«Nexus nasce anche per questo: vogliamo aprire alla collaborazione con altre associazioni, rappresentanze e organizzazioni», spiega La Micela. «Non vogliamo trasformare i numeri in slogan, comunicati o foto sui social. Vogliamo invece trasformarli in conoscenza e fattibilità operativa».
L’obiettivo dichiarato è arrivare dalla conoscenza a proposte concrete da sottoporre alle istituzioni e all’intero ecosistema turistico.
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