Ragusa si prepara a una nuova stagione universitaria: Arrivano altri tre corsi universitari tra cui Medicina con la Kore

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Ragusa si prepara a vivere una nuova stagione universitaria. Nei prossimi anni la città potrebbe vedere crescere in maniera significativa la propria offerta formativa, con tre nuovi percorsi destinati ad aggiungersi a quelli già attivi. Il primo, e certamente il più rilevante per importanza e immediatezza, è Medicina e Chirurgia, che tornerebbe a Ragusa con una novità sostanziale: questa volta il corso sarebbe attivato dall’Università Kore di Enna e non più, come in passato, dall’Università di Catania.

La Kore ha già compiuto un passo concreto pubblicando il bando relativo al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia, classe LM-41, con sede indicata a Ragusa. I posti previsti sono 80. Il corso, precisa lo stesso ateneo, è attualmente «in fase di accreditamento», elemento che dovrà essere completato perché l’attivazione della sede possa diventare definitiva.

Il percorso formativo è quello quinquennale a ciclo unico destinato alla formazione del medico chirurgo e prevede una preparazione articolata tra discipline di base, caratterizzanti e attività formative professionalizzanti. L’obiettivo indicato dalla Kore è formare professionisti capaci di affrontare la formazione specialistica nelle diverse branche medico-chirurgiche e di sviluppare una visione multidisciplinare dei problemi di salute e malattia, con un’attenzione alla persona nella sua globalità.

Gli 80 posti rappresentano, dunque, il primo elemento concreto di quella che potrebbe diventare una presenza universitaria destinata ad avere ricadute importanti non soltanto sul piano della formazione, ma anche su quello sanitario, economico e sociale.

Non solo Medicina: altri due corsi in prospettiva

Il fermento, però, non riguarda soltanto Medicina. Parallelamente, l’Università di Catania è impegnata nel percorso che dovrebbe portare a Ragusa l’attivazione del corso di laurea in Scienze infermieristiche.

A questo si aggiungerà un ulteriore percorso nell’area della comunicazione e della valorizzazione del territorio, sul quale al momento le informazioni sono ancora in fase di definizione. Proprio per quest’ultimo corso i tempi non sarebbero quelli del prossimo anno accademico: l’ipotesi è che questo corso possa prendere forma nell’arco dei due successivi anni accademici, a partire dunque dal prossimo.

Tre nuovi percorsi, con tempi differenti, che delineano però una direzione precisa: Ragusa potrebbe ampliare sensibilmente il proprio ruolo nel sistema universitario siciliano, affiancando alle attività già esistenti nuovi ambiti formativi particolarmente legati alle esigenze del territorio.

La base già esistente

L’offerta universitaria ragusana può comunque contare già oggi su una presenza articolata. La Struttura Didattica Speciale di Ragusa dell’Università di Catania ospita attualmente cinque corsi di laurea, incardinati nei rispettivi Dipartimenti dell’ateneo: Mediazione linguistica e interculturale, Scienze linguistiche per l’intercultura e la formazione, Management delle imprese per l’economia sostenibile, Gestione dei sistemi produttivi agrari mediterranei e Scienze motorie.

Sono percorsi differenti tra loro, che negli anni hanno costruito una presenza universitaria collegata a settori importanti per l’economia e la società iblea: dall’agricoltura alle imprese, dalle lingue allo sport, fino alla comunicazione e alla formazione interculturale.

Il possibile arrivo di Medicina e Scienze infermieristiche, insieme al nuovo percorso nell’ambito della comunicazione territoriale, potrebbe quindi rappresentare un salto di qualità e soprattutto una diversificazione ulteriore dell’offerta.

Il Comune guarda anche al centro storico

Su questo fronte l’Amministrazione comunale lavora da mesi. Il confronto con il mondo universitario, e in particolare con l’Università di Catania, è stato accompagnato anche da sopralluoghi e valutazioni su possibili spazi da destinare alle attività universitarie.

Non si tratta soltanto di trovare aule o sedi. La prospettiva dell’Amministrazione è più ampia e guarda anche alla possibilità di utilizzare l’espansione universitaria come uno degli strumenti per rafforzare il processo di ripopolamento del centro storico.

La presenza quotidiana di studenti, docenti e personale universitario può infatti contribuire a creare nuova domanda di abitazioni, servizi, attività commerciali e socialità, rendendo la parte storica della città sempre più vissuta.

In questo lavoro sono stati impegnati diversi assessori, tra cui quello ai Centri storici Giovanni Gurrieri, sempre in raccordo con il sindaco Peppe Cassì. L’obiettivo è fare crescere progressivamente una vera dimensione universitaria della città, nella consapevolezza che una maggiore presenza accademica può produrre effetti che vanno ben oltre le sole attività didattiche.

Mauro: «Si passa dalle ipotesi agli atti concreti»

Tra coloro che hanno accolto con favore il passo compiuto dalla Kore c’è il consigliere comunale Gaetano Mauro (di recente passato all’MPA), che oggi ha sottolineato proprio il valore della pubblicazione del bando.

«L’avvio concreto dell’iter per portare il corso di laurea in Medicina a Ragusa è una notizia che accolgo con grande soddisfazione. Ci avevamo creduto e avevamo sollecitato attenzione su questa opportunità: oggi finalmente si passa dalle ipotesi agli atti concreti», afferma Mauro.

Il consigliere considera particolarmente significativo il fatto che il bando della Kore preveda 80 posti per la sede ragusana.

«Quando nelle scorse settimane sono intervenuto pubblicamente sulla possibilità di portare Medicina a Ragusa – sottolinea – l’ho fatto perché ritenevo e continuo a ritenere che questa sia una delle occasioni più importanti che il nostro territorio possa cogliere».

E proprio sull’eventuale attribuzione politica del risultato Mauro invita a evitare contrapposizioni: «Non è una questione di appartenenze politiche e non deve diventare una gara per intestarsi meriti. Quando arriva un’opportunità di questa portata bisogna sostenerla tutti».

Per il consigliere, infatti, Medicina può rappresentare molto più dell’attivazione di un nuovo corso di laurea.

«Significa riportare Ragusa al centro di un progetto di alta formazione, creare opportunità per tanti giovani che oggi sono costretti ad andare fuori provincia e soprattutto costruire un rapporto sempre più stretto tra Università e sistema sanitario ibleo».

Mauro guarda anche alla dimensione urbana dell’operazione, indicando nella presenza universitaria una possibile leva per il centro storico: «Il tutto nell’ottica di rivitalizzare il centro storico della Città che da questa opportunità può trarre una rara occasione di sviluppo».

Adesso, secondo il consigliere, bisogna accompagnare il percorso con responsabilità, considerato che la sede ragusana resta subordinata al completamento positivo dell’iter di accreditamento.

«È necessario che istituzioni, Asp e rappresentanze del territorio facciano squadra», afferma Mauro, che esprime apprezzamento anche per la disponibilità manifestata dal direttore generale dell’Asp Giuseppe Drago a sostenere la Kore e a costruire una collaborazione che possa estendersi ad altre attività strategiche per la sanità iblea.

«È questa la direzione giusta: mettere insieme Università, Azienda sanitaria e territorio per creare un vero polo della formazione sanitaria».

E gli 80 posti, per Mauro, devono essere considerati soltanto un punto di partenza: «Adesso dobbiamo guardare oltre. Medicina può essere il punto di partenza per rafforzare la presenza universitaria nel nostro territorio e costruire progressivamente un sistema di formazione sanitaria più ampio».

Il consigliere collega quindi questa prospettiva alla necessità di rafforzare anche l’offerta pubblica del Consorzio Universitario, «previa liberazione dal vincolo di esclusiva che ci lega all’Università di Catania».

La precedente critica a UniCt

Una posizione che si inserisce nel solco di quanto Mauro aveva sostenuto già a giugno, quando aveva aperto una riflessione sul rapporto tra Ragusa e l’Università di Catania.

In quell’occasione il consigliere aveva invitato la città a «guardare oltre Catania», sostenendo la necessità di una strategia capace di attrarre nuove realtà accademiche, pubbliche e private.

«Una vera città universitaria non nasce dall’esclusiva con un solo soggetto, ma dalla concorrenza delle idee, dall’apertura e dalla capacità di attrarre talenti», aveva affermato, sottolineando l’importanza di portare a Ragusa nuove facoltà e nuovi centri di ricerca.

Mauro aveva inoltre richiamato l’attenzione sul vincolo di esclusiva previsto dagli accordi con UniCt, indicando la scadenza del 2027 come l’occasione per aprire una nuova fase e dialogare anche con altri atenei, fondazioni, centri di ricerca e istituti di alta formazione.

La città ha davanti a sé un’occasione importante. Medicina, Scienze infermieristiche e il nuovo percorso nell’ambito della comunicazione territoriale, insieme ai corsi già esistenti, possono contribuire a costruire una presenza universitaria più forte e articolata. E, soprattutto, possono diventare uno strumento concreto per offrire nuove opportunità ai giovani e rendere Ragusa sempre più una città universitaria, con effetti positivi anche sulla vitalità del centro storico.

Su un punto, al di là delle diverse posizioni politiche, sembra dunque possibile trovare una convergenza: se la formazione universitaria cresce, cresce anche la possibilità per Ragusa di rafforzare il proprio futuro. Le polemiche possono essere lasciate sullo sfondo; adesso la priorità dovrebbe essere fare in modo che queste nuove opportunità si trasformino davvero in una presenza stabile e qualificata per la città e per l’intero territorio ibleo.

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