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Ragusa perde residenti verso le altre regioni: il saldo con l’estero colma il vuoto
25 Ago 2026 08:51
Ragusa non sembra partecipare alla fuga dai capoluoghi verso l’hinterland descritta dal Sole 24 Ore ieri in edicola. Negli scambi con gli altri comuni della provincia, infatti, la città ha guadagnato residenti. Il problema emerge quando si guarda ai trasferimenti verso il resto d’Italia, mentre il saldo con l’estero compensa abbondantemente le partenze.
È quanto risulta da una nostra elaborazione delle tavole Istat sui trasferimenti di residenza nel triennio 2023-2025. I dati riguardano esclusivamente il comune capoluogo e distinguono gli spostamenti all’interno della provincia, quelli con le altre province siciliane, con le altre regioni e con l’estero.
Nel triennio Ragusa registra un saldo positivo di 83 residenti negli scambi con gli altri comuni ragusani. Guadagna altre 181 persone nei movimenti con le restanti province della Sicilia. Il bilancio cambia completamente nei rapporti con le altre regioni italiane: le cancellazioni anagrafiche superano le iscrizioni di 906 unità.
Complessivamente, quindi, il saldo migratorio interno è negativo per 642 residenti. Significa che, considerando tutti i trasferimenti entro i confini nazionali, dalla città sono partite più persone di quante ne siano arrivate.
A colmare il vuoto è il saldo con l’estero, positivo per 2.336 unità. Il risultato finale dei trasferimenti di residenza è così un guadagno di 1.694 residenti in tre anni. Il bilancio è rimasto positivo in ciascuno degli anni considerati: +559 nel 2023, +571 nel 2024 e +564 nel 2025.
Ragusa presenta così il saldo migratorio complessivo più elevato, in valore assoluto, tra i capoluoghi siciliani nel triennio. Messina chiude a +750, Siracusa a +331 e Agrigento a +213. Palermo perde 2.613 residenti, Catania 816, Trapani 369, Caltanissetta 158 ed Enna 142.Il dato va interpretato in modo corretto. Un saldo positivo con l’estero non indica soltanto l’arrivo di cittadini stranieri: comprende tutti i trasferimenti anagrafici da e verso altri Paesi, inclusi gli eventuali italiani rientrati. Allo stesso modo, il saldo negativo con le altre regioni non corrisponde al numero complessivo delle partenze, ma alla differenza tra chi è andato via e chi è arrivato.
La componente straniera resta comunque decisiva per la tenuta demografica del territorio. Il Censimento permanente Istat riferito al 2024 ha contato in provincia di Ragusa 321.300 residenti, 2.064 in più rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo gli stranieri sono aumentati di 2.165 unità, passando da 33.041 a 35.206, mentre la popolazione di cittadinanza italiana è diminuita di 101 persone.
Gli stranieri rappresentano l’11% della popolazione provinciale, non il 17% come indicato in passato. Quest’ultima percentuale indica invece la quota di tutti gli stranieri residenti in Sicilia che vive nel ragusano.
La crescita complessiva non cancella, inoltre, la debolezza della dinamica naturale. Nel 2024, nell’intera provincia, i decessi hanno superato le nascite di 637 unità. Anche il saldo migratorio con gli altri comuni italiani è stato negativo per 816 residenti. A compensare le due perdite sono stati il saldo con l’estero, positivo per 3.503 unità, e un aggiustamento statistico di 14 unità.
Emergono così due tendenze contemporanee. Ragusa riesce a trattenere o ad attrarre residenti negli scambi con il territorio provinciale e con il resto della Sicilia, ma continua a perderne verso le altre regioni. Senza il contributo dei movimenti con l’estero, anche il bilancio migratorio del capoluogo sarebbe negativo.
Infografica generata con IA
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