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A Capo Mulini nuove scoperte dal mare: anfore dallo Stretto di Messina
30 Giu 2026 12:23
La recente campagna di monitoraggio e ricerca condotta dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana ha permesso di acquisire dati che potrebbero modificare in modo significativo le conoscenze sulle rotte commerciali del periodo romano repubblicano. Le analisi archeometriche sui reperti hanno infatti evidenziato che una parte consistente del carico di anfore trasportato dalla nave sarebbe stata prodotta nell’area dello Stretto di Messina.
Una scoperta che apre nuovi scenari sulla circolazione delle merci nel Mediterraneo antico e sul ruolo della Sicilia orientale come snodo strategico nei traffici tra le diverse aree del mondo romano.
Il relitto, databile tra l’ultimo quarto del II secolo e la metà del I secolo a.C., rappresenta uno dei contesti meglio conservati per lo studio della navigazione commerciale dell’epoca. A circa dieci anni dalle prime indagini, la nuova campagna ha permesso anche la realizzazione di un rilievo fotogrammetrico tridimensionale del sito e il recupero di campioni significativi, tra cui anfore, elementi laterizi e materiali metallici come il piombo delle ancore e componenti della tubazione di sentina.
Questi reperti saranno ora sottoposti a ulteriori analisi archeometriche per approfondire origine, composizione e dinamiche di produzione e trasporto, contribuendo a delineare un quadro più preciso delle rotte commerciali dell’antichità.
Le operazioni subacquee si sono svolte in condizioni complesse, a causa della profondità del sito e delle forti correnti marine, e sono state condotte dalla Soprintendenza del Mare con il supporto dei mezzi navali e del Nucleo sommozzatori della Guardia Costiera. Le attività sul campo sono state coordinate dall’archeologo Roberto La Rocca, con la collaborazione degli ispettori onorari della Sicilia orientale.
Il valore scientifico dell’intervento è stato sottolineato dalla Soprintendenza del Mare, che evidenzia come la collaborazione tra istituzioni e specialisti abbia consentito di ottenere risultati di grande rilievo per la conoscenza del patrimonio sommerso.
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