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Due “sì” a Dio nella Chiesa di Ragusa: giubileo per padre Burrrafato e consacrazione di Benedicta
25 Giu 2026 10:03
Un’unica celebrazione, due storie di fede, un solo messaggio: la centralità della vocazione e della dedizione totale a Dio. La diocesi di Ragusa ha vissuto un momento di grande intensità spirituale in occasione del 25° anniversario di ordinazione sacerdotale di padre Giuseppe Burrrafato e dell’accoglienza della consacrazione eremitica di Benedicta come eremita diocesana.
Durante la celebrazione è stato sottolineato il valore complementare delle due vocazioni: da una parte il ministero sacerdotale vissuto nel tempo e nel servizio alla comunità, dall’altra la scelta di una vita eremitica, silenziosa e totalmente consacrata alla preghiera.
«Il giubileo sacerdotale di padre Giuseppe e la consacrazione eremitica di Benedicta sono espressioni diverse ma complementari della sequela di Cristo», è stato ricordato nell’omelia. «Entrambi testimoniano il primato di Dio, il valore della fedeltà quotidiana e la fecondità di una vita interamente donata al Signore e alla sua Chiesa».
Un passaggio particolarmente significativo è stato dedicato alla nuova eremita diocesana. La sua scelta è stata definita una “predicazione silenziosa”, capace di parlare alla comunità attraverso la testimonianza concreta di una vita ritirata, ma profondamente immersa nella preghiera e nell’intercessione.
«Ringraziamo il Signore per il sì che Benedicta pronuncerà davanti alla Chiesa – è stato sottolineato – e preghiamo perché possa essere sostenuta nella fedeltà alla sua vocazione, offrendo a tutti una testimonianza discreta ma potente».
Ampio spazio anche alla figura di padre Giuseppe Burrrafato, che celebra 25 anni di ordinazione sacerdotale. Il suo ministero è stato ricordato come segno della fedeltà di Dio e della fecondità di un cammino speso al servizio del Vangelo e della comunità ecclesiale.
Nel corso della celebrazione è stato affidato l’intero cammino spirituale dei protagonisti alla protezione di San Giovanni Battista, patrono della diocesi, alla Vergine Maria e a Cristo Sommo ed Eterno Sacerdote, affinché continui a rendere fecondo il loro “sì” alla chiamata ricevuta.
Foto: Salvo Bracchitta
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