A Ragusa via Andrea Migliorisi abbandonata: raccolta rifiuti ferma, residenti esasperati

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Da oltre due settimane i residenti di via Andrea Migliorisi convivono con un’emergenza che sta trasformando una normale strada cittadina in una vera e propria discarica a cielo aperto. Nessuna raccolta differenziata, nessun ritiro dell’organico, del riciclabile o dell’indifferenziato. Sacchetti accumulati sui marciapiedi, contenitori pieni e crescenti preoccupazioni per le condizioni igienico-sanitarie del quartiere.

A denunciare la situazione è il cittadino ragusano Raffaele Chiavola, autore di una dettagliata segnalazione che punta il dito contro i disservizi nella gestione dell’igiene urbana e contro l’assenza di risposte concrete da parte degli enti preposti.

Secondo quanto riferito dai residenti, le segnalazioni al numero verde del gestore del servizio si sarebbero moltiplicate negli ultimi giorni senza ottenere risultati tangibili. In alcuni casi, raccontano i cittadini, le risposte ricevute sarebbero state evasive, mentre in un episodio documentato sarebbe stato addirittura suggerito di “fare come si crede”, una frase che ha alimentato ulteriormente il malcontento degli utenti.

La vicenda assume contorni ancora più delicati considerando che il servizio di raccolta rifiuti rappresenta una prestazione essenziale finanziata attraverso il pagamento della TARI. Una tassa che tutti i contribuenti versano annualmente proprio per garantire la continuità della raccolta e della pulizia urbana.

Ma il problema, secondo Chiavola, non riguarda soltanto il mancato ritiro dei rifiuti. Anche lo spazzamento della strada sarebbe praticamente scomparso. Foglie, cartacce e detriti si accumulano da tempo lungo la carreggiata e sui marciapiedi, senza che vengano effettuati interventi regolari di pulizia.

Una situazione che riaccende il dibattito sugli effetti della progressiva meccanizzazione del servizio. Con l’introduzione di spazzatrici e mezzi automatizzati, la figura dello storico operatore ecologico di quartiere sarebbe diventata sempre più rara, lasciando alcune aree della città prive di una presenza costante sul territorio.

Il risultato, si denuncia, è che in alcune strade la pulizia viene garantita soltanto grazie all’iniziativa spontanea di residenti che intervengono personalmente per rimuovere rifiuti e sporcizia. Un paradosso che alimenta il senso di ingiustizia tra i cittadini, chiamati a sostenere gli stessi costi fiscali degli altri contribuenti pur ricevendo un servizio ritenuto insufficiente o addirittura assente.

La questione si inserisce inoltre in un contesto economico particolarmente rilevante. Il servizio di igiene urbana della città è stato infatti affidato nel febbraio 2026 all’Impresa Busso nell’ambito di un appalto pluriennale dal valore complessivo superiore ai 100 milioni di euro, gestito dalla SRR ATO 7 Ragusa.

Proprio l’entità dell’investimento pubblico alimenta le richieste di maggiore trasparenza. I cittadini chiedono di conoscere quali siano i sistemi di controllo adottati per verificare l’effettiva esecuzione del servizio e quali penali siano previste in caso di mancato rispetto degli obblighi contrattuali.

La contraddizione evidenziata nel comunicato appare evidente: da un lato Ragusa continua a essere una delle città siciliane più virtuose nella raccolta differenziata, dall’altro emergono situazioni locali nelle quali il servizio non verrebbe garantito con la necessaria continuità.

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