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Festa di San Giorgio a Modica: dopo la tensione arriva la mano tesa dei portatori che scrivono al vescovo Rumeo
21 Mag 2026 08:50
Dopo settimane di tensioni e polemiche attorno ai festeggiamenti di San Giorgio a Modica, arriva un segnale di distensione da parte dei portatori del Santo. Con una lunga lettera aperta indirizzata al vescovo di Noto, Salvatore Rumeo, l’Associazione Portatori di San Giorgio sceglie infatti la strada del dialogo, riconoscendo alcuni eccessi avvenuti durante la processione e chiedendo un incontro chiarificatore.
Una presa di posizione che arriva a quasi un mese dai fatti che avevano acceso il dibattito cittadino dopo le dichiarazioni del vescovo sulla necessità di “purificare” alcuni aspetti della festa patronale.
Nella lettera i portatori ammettono che alcune reazioni avvenute al rientro del simulacro in Duomo furono dettate dalla rabbia e dalla delusione del momento. «A distanza di diversi giorni comprendiamo che in effetti si è trattato di atti estemporanei, sicuramente inopportuni», scrivono. Parole che segnano un cambio di tono rispetto ai momenti di forte tensione vissuti subito dopo la processione, quando parte dei portatori aveva manifestato apertamente il proprio dissenso verso le osservazioni espresse dal vescovo durante la festa, poggiando il simulacro del Santo a terra.
L’associazione rivendica comunque il profondo legame religioso e identitario con San Giorgio, spiegando come l’entusiasmo popolare che accompagna la processione nasca da una devozione tramandata da generazioni. Nel documento emerge chiaramente la volontà di ricucire lo strappo con la diocesi. I portatori ricordano infatti il confronto avvenuto il 5 maggio scorso in Curia con il vicario generale, monsignor Ignazio Petriglieri, e il parroco don Michele Fidone, definendolo un incontro “chiarificatore”. Adesso attendono di essere ricevuti direttamente dal vescovo. «Abbiamo saputo dal Vicario Generale che è soprattutto Suo desiderio incontrare noi», scrivono nella parte finale della lettera.
Già una decina di giorni fa il vescovo Rumeo era intervenuto pubblicamente per chiarire la propria posizione, spiegando di non avere alcuna intenzione di ferire la sensibilità dei portatori. «Non intendevo ferire i portatori, ma bisogna togliere, purificare tutto quanto non è consono nell’ambito e nella vocazione di una processione religiosa», aveva dichiarato. Il vescovo aveva parlato della necessità di riportare la processione entro binari maggiormente coerenti con il significato spirituale della celebrazione.
«Ci sono momenti in cui si perde di vista il significato di questo camminare durante la processione del simulacro del Santo», aveva aggiunto, ribadendo però il rispetto verso chi organizza e vive con passione la festa. Allo stesso tempo Rumeo aveva sottolineato il proprio ruolo pastorale: «Io rispetto il pensiero degli altri, ma gli altri devono rispettare il pensiero di una persona chiamata direttamente dal Papa a guidare la comunità cristiana della diocesi di Noto». Parole ferme ma accompagnate da un’apertura al confronto: «Resto convinto delle mie idee e della bontà d’intenti di chi organizza le feste patronali. Ma per la festa di San Giorgio si deve cambiare, coinvolgendo tutti gli attori protagonisti di questo grande evento».
La lettera dei portatori sembra adesso rappresentare un primo passo concreto verso una possibile riconciliazione. Dopo le offese, le incomprensioni e la rabbia dei giorni successivi alla festa, il clima appare più disteso. I portatori hanno riconosciuto alcuni errori e il vescovo, dal canto suo, aveva già manifestato disponibilità al dialogo. Resta ora da capire se arriverà presto l’incontro tanto atteso e cosa i portatori saranno disposti a cambiare.
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