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Violenza sessuale ai danni di una donna, maresciallo dei carabinieri, a Scicli: condannato a 3 anni e 6 mesi
19 Mag 2026 17:09
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Violenza sessuale ai danni di una donna carabiniere, lesioni ad altri due militari dell’Arma e resistenza a pubblico ufficiale. Un uomo di origine rumena è stato oggi condannato dal Tribunale collegiale di Ragusa (presidente Elio Manenti, a latere Gemma Occhipinti e Giovanni La Terra) a 3 anni e 6 mesi di reclusione. I fatti ricostruiti dal Pubblico ministero Marco Rota, si sono verificati a Scicli, nel Ragusano, nella notte dell’1 agosto del 2025. I carabinieri, chiamati sul posto, avevano trovato l’uomo in escandescenze. In tre avevano tentato di calmarlo ma lui, incontenibile, aveva aggredito i due militari e poi aveva afferrato per il collo la maresciallo donna, le aveva palpeggiato il seno pronunciando frasi che avrebbero rimandato ad una aggressione sessuale, abbassandosi o facendo il gesto di farlo, i pantaloni. Per questo alla fine della requisitoria il Pm ha chiesto la condanna a 2 anni e 6 mesi, contestando all’uomo anche il reato di evasione dai domiciliari. Il difensore dell’uomo, l’avvocato Fabrizio Cavallo, per quanto anche emerso nel corso del dibattimento, ha chiesto l’assoluzione per il reato di evasione e di violenza sessuale mancando l’elemento soggettivo del reato e il minimo della pena per le lesioni e la resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo, per essere fermato, era stato raggiunto da una scarica di taser e poi, con l’arrivo del 118 era stato ulteriormente trattato con due dosi di sedativo perché voleva porre in essere atti autolesionistici. Senza nulla togliere alla gravità del reato contestato, l’avvocato ha sottolineato che sul caso di violenza sessuale l’uomo era in stato di gravissima alterazione mentale; era stato lui stesso a chiamare i carabinieri a cui era andato incontro nei pressi della sua abitazione. Non si trattò secondo il legale, di una aggressione sessuale tanto che nemmeno la donna carabiniere aveva sporto denuncia e non si è costituita parte civile. Il Tribunale al termine della camera di consiglio ha condannato l’uomo per violenza sessuale, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, assolvendolo dal reato di evasione e disponendone la liberazione. L’uomo ha già scontato quasi un anno di carcere
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