Sampieri perde il suo barbiere di fiducia: è morto Giovanni Mazza

Era il barbiere dei bambini e dei grandi, era l’uomo che accoglieva nella sua sala da barba di via Carignano con un sottofondo musicale di ritmi sud-americani clienti e non con il sorriso aperto e sincero. All’età di 79 anni una terribile malattia gli ha fatto chiudere la sua vita terrena. Cordoglio infinito nella borgata sciclitana ma anche a Scicli ed a Modica ed in altri centri della provincia e dell’isola dove l’uomo era conosciuto per riflesso, per essere il barbiere con attività professionale a Sampieri, luogo di villeggiatura aperto al mondo. Presente da decenni nella civettuola sala da barba tappezzata di foto e ricordi, ha offerto il suo servizio con dedizione e puntualità. Sui social una valanga di ricordi, di saluti e di condoglianze alla famiglia, ai due figli Daniel e Lissette dopo che la moglie Fiol D’Aliza nativa di Santo Domingo era morta alcuni anni fa lasciando in lui, con cui era convolato a nozze in Venezuela, un vuoto incolmabile. Una persona mite, corretta, altruista, garbata, marito e padre esemplare. Unico suo difetto: la puntualità: lo descrivono così nei ricordi coloro che lo hanno conosciuto. Era sempre pronto a fare un taglio di capelli, a radere una barba; non si risparmiava il signor Giovanni e ciò permetteva di tenere vivo il rapporto tra la comunità e la professionalità in quella sala da barba apertura anche la domenica e nei giorni festivi.

“Non piangevo da tanto tempo per un adulto” – sono le prime parole di Andrea Caschetto, l’ambasciatore del sorriso nel mondo, alla notizia della morte di Giovanni Mazza.

“Di solito le mie lacrime sono per i bambini che se ne vanno troppo presto. Ma oggi è diverso. Il signor Mazza non era solo un barbiere. Era un uomo che lasciava un segno. Un esempio raro di dedizione, di lavoro, di amore silenzioso per ciò che faceva. Il suo salone non era semplicemente un posto dove tagliarsi i capelli: era un luogo sospeso nel tempo, dove il mondo fuori sembrava rallentare. Entravi e facevi un salto indietro – racconta Andrea Caschetto – c’era sempre quella musica spagnola in sottofondo, un’eco dei suoi anni in Venezuela, e di un amore profondo che non aveva mai smesso di abitargli dentro. Lui lavorava sempre. Domeniche, festivi, ogni giorno. E ogni volta che passavo, era lì. Aperto. Presente. Vivo nel suo mestiere. Sampieri, quel piccolo borgo di pescatori, si riempiva grazie a lui di appuntamenti, di persone che arrivavano da tutta la Sicilia non solo per un taglio, ma per un momento di pace autentica. Oggi, rileggendo i suoi vecchi messaggi, ho sentito un colpo al cuore. Ho scoperto che una mia vecchia conversazione di condoglianze per sua moglie porta la stessa data di oggi, ma del 2020. Coincidenze tristi che però fanno sorridere piano. Scrivo questo post per lui. Per onorare un uomo che merita di essere ricordato. E dentro di me nasce anche un pensiero che non riesco a togliermi: sarebbe giusto, un giorno, che Sampieri gli dedicasse una via. Un segno. Un ricordo ufficiale. Perché persone così non dovrebbero svanire nel silenzio”. Mercoledì, alle 10, l’ultimo saluto con le esequie nella chiesa di Sampieri.  

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