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Trasporti paralizzati in Sicilia: sciopero blocca le merci nei porti
14 Apr 2026 11:36
È emergenza logistica in Sicilia, dove da ieri notte il traffico delle merci risulta fortemente rallentato a causa dello sciopero del Comitato trasportatori siciliani. L’azione sindacale ha portato, secondo le stime degli organizzatori, a un’adesione vicina al 90%, con conseguente paralisi delle operazioni di carico e scarico nei principali porti dell’isola.
Una situazione che rischia di avere ripercussioni dirette sulla distribuzione delle merci e sull’approvvigionamento della grande distribuzione organizzata.
Porti bloccati e adesione massiccia allo sciopero
La protesta, avviata nella notte, sta interessando in modo diffuso le infrastrutture portuali siciliane. Le attività di movimentazione risultano fortemente ridotte, mentre numerosi vettori hanno sospeso i servizi.
A confermare la portata dell’azione è il segretario del Comitato trasportatori siciliani, Salvatore Bella, che parla di una mobilitazione ampia e compatta.
Lo sciopero durerà cinque giorni e non è collegato all’iniziativa nazionale promossa da Unitras.
Le ragioni della protesta: costi e “tassa ecogreen”
Alla base della mobilitazione ci sono i costi crescenti che gravano sul settore del trasporto merci in Sicilia. Tra i principali fattori citati dagli operatori c’è la cosiddetta “tassa ecogreen” europea, che secondo i trasportatori avrebbe generato un aumento medio di circa 400 euro per ogni tratta marittima.
Un costo che, secondo le categorie, viene scaricato dalle compagnie di navigazione direttamente sugli autotrasportatori.
A questo si aggiunge il caro carburante, che continua a pesare in modo significativo sulla filiera logistica.
Rischio per la grande distribuzione
Il Comitato trasportatori siciliani ha chiarito che la protesta resterà confinata ai porti, senza blocchi stradali o presidi sulle arterie viarie. Tuttavia, l’impatto potrebbe comunque essere rilevante.
L’obiettivo dichiarato è interrompere temporaneamente le forniture alla grande distribuzione alimentare, in attesa di risposte concrete dal governo nazionale.
Nessun blocco a Messina e Villa San Giovanni
Non risultano, al momento, azioni di protesta negli imbarchi dello Stretto di Messina e Villa San Giovanni, che restano operativi e non interessati da presidi o blocchi.
Appello al governo nazionale
Il settore chiede un intervento urgente da parte delle istituzioni. Il confronto con la Regione Siciliana è stato definito positivo ma non sufficiente dai rappresentanti della categoria.
La protesta, infatti, si concentra sul livello nazionale, con interlocuzioni già avviate con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e il viceministro Edoardo Rixi, in attesa di risposte concrete.
Foto: repertorio
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