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Arrestato dalla polizia di Modica il presunto aggressore del meccanico di Rosolini: accusa è tentato omicidio
15 Feb 2026 12:06
È stato arrestato dalla Polizia di Modica il 31enne ritenuto responsabile della brutale aggressione ai danni del meccanico rosolinese di 57 anni, ancora ricoverato in condizioni gravissime nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Ospedale San Marco di Catania.
L’uomo, E.A., cittadino tunisino con precedenti per reati contro la persona e il patrimonio, è accusato di tentato omicidio, alla luce della violenza dell’azione e del quadro clinico della vittima. Secondo quanto emerso, sarebbe lo stesso soggetto già coinvolto in altri episodi violenti avvenuti sul territorio di Rosolini.
Tra questi, una lite sfociata in un’aggressione a colpi di motosega l’11 settembre 2024 e, nei mesi scorsi, il danneggiamento dei macchinari di una sala scommesse cittadina: in quell’occasione, secondo le ricostruzioni, avrebbe distrutto le apparecchiature del locale perché infuriato per il mancato funzionamento del Pos.
L’aggressione a Franzò ha profondamente scosso l’intera comunità rosolinese. Il 57enne è conosciuto e stimato in città per la sua attività di meccanico, svolta con dedizione e sacrificio. A seguito dell’arresto, è intervenuto il sindaco di Rosolini, Giovanni Spadola, con una dichiarazione rivolta alla cittadinanza:
«Cari concittadini, desidero esprimere, a nome mio personale e dell’intera comunità di Rosolini, un sincero e profondo ringraziamento alla Polizia di Stato. Un’operazione brillante e un intervento tempestivo che ha portato all’arresto del responsabile della brutale aggressione ai danni del nostro concittadino. Un episodio gravissimo che ha scosso profondamente tutta la città. La vittima è un lavoratore conosciuto e stimato, un uomo che ha sempre svolto con dignità e sacrificio la propria attività di meccanico, e quanto accaduto ci lascia sgomenti e addolorati.
L’azione rapida ed efficace delle Forze dell’Ordine rappresenta un segnale forte e chiaro: lo Stato è presente, la giustizia fa il suo corso e la nostra comunità non resta indifesa davanti alla violenza. In questi momenti dobbiamo restare uniti, sostenere chi soffre e ribadire con forza che la nostra città ripudia ogni forma di violenza. Rosolini è una comunità sana, fatta di persone perbene, e continuerà a camminare con dignità, legalità e rispetto.»
La vicenda resta al centro dell’attenzione pubblica mentre la città attende aggiornamenti sulle condizioni del meccanico, ancora in lotta tra la vita e la morte. Come previsto dalla legge, la posizione dell’indagato sarà valutata nel corso delle successive fasi processuali, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.
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