Wizz Air rafforza Catania, aeroporto Comiso resta sullo sfondo. La “strategia integrata” di SAC è ancora solo a parole?

COMISO – C’è poco, anzi pochissimo, per l’aeroporto di Comiso nell’annuncio presentato oggi da SAC e Wizz Air. Il nuovo investimento della compagnia low cost riguarda infatti esclusivamente l’aeroporto di Catania, dove a partire da maggio 2026 sarà basato un terzo aeromobile Airbus A321neo. Nessuna nuova rotta, nessun incremento di frequenze, nessun aeromobile aggiuntivo è previsto per lo scalo ibleo.

Eppure, anche questa volta, Comiso viene richiamato all’interno di una più ampia “strategia di sistema” evocata dalla società di gestione. Una strategia che, però, almeno in questa occasione, non trova riscontro in misure operative concrete.

L’annuncio: numeri e benefici per Catania

L’allocazione del nuovo aeromobile a Fontanarossa consentirà a Wizz Air di immettere sul mercato circa 500.000 posti aggiuntivi, con un impatto occupazionale stimato in 40 nuovi posti di lavoro diretti e oltre 350 nell’indotto. L’investimento include anche l’apertura di una nuova rotta internazionale Catania–Tel Aviv, con quattro frequenze settimanali, e il rafforzamento dei collegamenti nazionali:

  • Catania–Milano Malpensa: da 12 a 19 frequenze settimanali
  • Catania–Torino: da 11 a 14 frequenze settimanali

Tutti elementi che rafforzano ulteriormente il ruolo di Catania come hub principale della Sicilia orientale.

E Comiso?

Per l’aeroporto di Comiso, invece, l’annuncio si ferma alle parole. Nessun riferimento a nuovi collegamenti, se non il richiamo alla rotta già esistente Comiso–Tirana, e nessuna indicazione su tempi, destinazioni o investimenti futuri specifici.

Il contributo dello scalo ibleo viene richiamato solo in forma indiretta, attraverso dati aggregati che sommano Catania e Comiso: oltre 1,7 milioni di posti offerti e più di 7.000 voli operati nell’ultimo anno dai due aeroporti. Numeri che servono a descrivere la solidità complessiva del sistema, ma che non chiariscono quale sia, oggi, la traiettoria di sviluppo autonoma di Comiso.

La “strategia integrata” secondo SAC

Nel corso della presentazione, l’amministratore delegato di SAC, Nico Torrisi, ha parlato di una visione di lungo periodo che include anche “il rilancio dell’Aeroporto di Comiso, tassello fondamentale di un sistema aeroportuale integrato”.

Un’affermazione che ribadisce un concetto già più volte espresso: Catania come hub principale, Comiso come scalo complementare, inserito in una logica di equilibrio e flessibilità della domanda. Una visione che, sul piano teorico, ha una sua coerenza.

Tuttavia, alla luce dell’annuncio odierno, resta evidente come la centralità di Comiso rimanga, almeno per ora, confinata a una dimensione programmatica, priva di ricadute operative immediate.

Una domanda che resta aperta

Se è vero che Comiso fa parte del sistema SAC, ed è altrettanto vero che ogni investimento su Catania rafforza indirettamente l’attrattività complessiva del Sud-Est siciliano, è altrettanto legittimo chiedersi a che titolo, oggi, si possa parlare di una strategia concreta anche per Comiso, quando:

  • il nuovo aeromobile è basato solo a Catania;
  • le nuove rotte riguardano solo Catania;
  • non esistono, almeno per ora, annunci specifici sullo scalo ibleo.

La strategia, dunque, esiste. Ma per Comiso, per ora, resta tutta nelle intenzioni. E la distanza tra le parole e i fatti continua a essere il vero nodo da sciogliere. Altrimenti quando continuiamo a sentire che per Sac l’aeroporto di Comiso è strategico, il rischio è, come iblei, di sentirsi presi in giro. Siamo “babbi”, è vero, ma non fino a questo punto.

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