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“Sono un parrocchiano di Dio”: Ignazio Abbate e la generosità verso le chiese modicane
31 Ott 2025 08:17
È andato in onda ieri su La7 nel corso della trasmissione “Piazza Pulita”, un passaggio che prende di mira alcune scelte della politica siciliana e nello specifico quelle oramai molto discusse e note delle cosiddette “mance” dell’Assemblea regionale siciliana. Si tratta in buona sostanza di fondi che al momento del voto della legge finanziaria, i deputati regionali si autoattribuiscono per poterli poi a loro volta destinare alle esigenze, le più variegate, del territorio di competenza. Nel mirino della trasmissione condotta da Corrado Formigli è finita Modica, con un dato bel preciso: 615.000 euro di finanziamenti regionali sono stati destinati alle chiese modicane, una cifra che supera ampiamente i fondi assegnati a metropoli come Palermo (500.000 euro) e Catania (145.000 euro). Va evidenziato che queste somme non sono state destinate ai beneficiari a seguito di un bando ad evidenza pubblica o a seguito di progettazioni specifiche, ma vengono elargite per esclusiva ed unica volontà del parlamentare modicano, Ignazio Abbate, che, bontà sua, dell’intera cifra a sua disposizione, ha deciso di destinarne una buonissima parte al clero modicano. Un’anomalia, la definisce il servizio televisivo di Piazza Pulita. A parlarne direttamente è proprio il deputato regionale Ignazio Abbate che risponde con molta serenità sul questa ipotizzata sproporzione.
Modica prende sempre qualcosa
Nel servizio, l’inviato di Piazza Pulita mette in fila i numeri e incalza: “Per Trapani zero euro, per Siracusa zero, per Catania 145 mila, per Palermo 500 mila, e per la piccola Modica 615 mila”. A quel punto, rivolgendosi ad Abbate: “Lei è di Modica, no? Ex sindaco, vero?”. L’onorevole sorride: “Qualcosa si prende sempre”. Un “understatement” che non è passato inosservato. Il giornalista insiste, ricordando le immagini che lo ritraggono “arrampicato sul campanile di una chiesa”. Abbate prosegue evidenziando che da uomo di fede, come egli stesso si professa, si considera un “parrocchiano di Dio” e non di una singola chiesa.
Un legame forte con il clero modicano
Il servizio televisivo ha ripercorso anche le numerose apparizioni pubbliche e social di Abbate accanto a sacerdoti e parroci del territorio: “I suoi social traboccano di video con i parroci del paese”, osserva il cronista. Una presenza costante che racconta, più delle parole, un legame consolidato tra l’onorevole e il mondo ecclesiastico modicano. Del resto, in Sicilia il potere religioso, è cosa risaputa, continua a esercitare un peso specifico nelle comunità. Come ricorda la stessa inchiesta: “I preti nelle comunità sono un centro di potere importante, che a loro volta possono indirizzare anche il voto nelle comunità stesse.” Ecco allora che quei 615 mila euro diventano più di una cifra contabile: sono il simbolo di un intreccio tra consenso politico, radicamento territoriale e influenza clericale. L’argomento come si diceva non può essere ricondotto soltanto alle scelte di Abbate su Modica ma si inserisce nel contesto più ampio della ultima manovra regionale, affossata dalla scure delle opposizioni e dei franchi tiratori, che prevedeva contributi a pioggia per le iniziative più disparate: dai campi da padel alle sagre, fino appunto ai fondi per le chiese. E se in molte province non è arrivato un euro, Modica è diventata un caso nazionale. Abbate anche alla Regione Siciliana, come è suo stile e modus operandi, non ha risparmiato opportunità e fatiche per “gratificare” il proprio territorio di competenza. Alla fine del servizio, Formigli ha lanciato la provocazione: “Aspettiamo di conoscere le opere di bene realizzate con quei 615 mila euro. Magari oggetto di una prossima inchiesta.”
Il nodo politico
Dietro la vicenda resta la questione cruciale: è corretto decidere della destinazione dei fondi pubblici esclusivamente attraverso la volontà del singolo deputato? E quanto pesa, nel processo, il potere relazionale di un deputato rispetto ai criteri di merito o di equità territoriale? Domande che restano aperte. Nel frattempo, a Modica, si torna a parlare, dopo la clamorosa esclusione del Sindaco di Modica, Maria Monisteri, dalla cerimonia di inaugurazione della restaurata Cappella di San Giorgio a cui presente L’on. Ignazio Abbate e persino del Vescovo, Mons Rumeo, del rapporto tra chiesa e politica, tra pulpito e consenso elettorale. E se la fede è questione di spirito, la gestione dei fondi pubblici resta, inevitabilmente, questione terrena.
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