IN PROVINCIA DI RAGUSA DATI OCCUPAZIONALI SEMPRE PIU’ ALLARMANTI

La provincia di Ragusa, caratterizzata da un tessuto imprenditoriale importante, deve fare i conti ancora una volta con le conseguenze della crisi globale. Uno dei settori da sempre trainanti, ovvero quello edile, è in stallo. Urgono misure urgenti per contrastare un declino sempre più preoccupante. Secondo l’analisi di Salvatore Mandarà, Presidente di 5a Commissione Provinciale Sviluppo Economico, “lo scorso anno hanno chiuso i battenti 357 imprese edili, fallite o comunque dismesse e per tutti lo scenario è drammatico”. Anche nel 2010 quindi si conferma lo stato di difficoltà. “A vedere una fotografia così nera della situazione economica edile della nostra provincia – continua Mandarà – mi appello ai sindaci che, per legge, in qualità di presidenti delle commissioni edilizie, possano attivare tutte le procedure volte a stimolare le rispettive commissioni a mettere fuori progetti edilizi, che portino le imprese a lavorare, concessioni soprattutto a sfondo turistico”. I dati sull’occupazione del comparto edile non possono che confermare una situazione di emergenza: 12% in meno di lavoratori (da 7.500 circa a 6.600 circa). Lo stato di crisi da tempo è denunciato dal presidente dell’Ance, Giuseppe Grassia che ancor prima di lanciare l’impietosa analisi statistica, aveva descritto la situazione alla 5a commissione provinciale sviluppo economico, mettendola al corrente. Occorrono scelte politiche mirate, conferma il consigliere provinciale Ignazio Abbate, componente della commissione sviluppo economico: “Nel momento in cui c’è la crisi la prima cosa da fare è quella di far partire gli investimenti per sbloccare le opere pubbliche, sia quelle programmate quanto quelle in cantiere in modo da supportare i piccoli cottimi che danno alle nostre aziende la possibilità di lavorare con un ritorno per l’occupazione territoriale iblea”. Le riflessioni dei consiglieri Mandarà e Abbate riflettono il lavoro di tutta la commissione composta dai consiglieri Colandonio, Burgio e Criscione. (lc.)

 

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