L’Italia alza il livello di attenzione sull’Hantavirus dopo l’aumento dei casi sospetti registrati nelle ultime ore. Sono sei le persone finite sotto osservazione sanitaria, mentre il Ministero della Salute ha attivato protocolli straordinari di monitoraggio negli aeroporti, nei porti e nei principali punti di ingresso del Paese. L’ultimo caso riguarda una turista argentina ricoverata in […]
LA SOLUZIONE DEI DISAGI NEI PRONTO SOCCORSO È L’INFERMIERE DI FAMIGLIA!
25 Feb 2012 06:16
Da anni gli infermieri italiani e il sindacato Nursind lo vanno dicendo ma la politica non ascolta: “la soluzione per l’intasamento dei Pronto Soccorso – afferma il segretario nazionale dott. Andrea Bottega – è la valorizzazione e l’istituzione dell’infermiere di famiglia”. “L’elevato numero di codici bianchi (quelli meno gravi) è la misura – continua il dott. Bottega – che il servizio offerto dai medici di medicina generale non è efficiente, il cittadino preferisce aspettare ore al pronto soccorso pur di ricevere una prestazione che non trova altrove. Il fenomeno dei “rientri” (persone che si scompensano e rientrano più volte nella struttura ospedaliera) è il segnale che dopo la dimissione non vengono seguiti adeguatamente.”
In questi anni si è proceduto a tagli alle strutture ospedaliere, ai posti letto, al personale dipendente pubblico ma non si ha avuto il coraggio di rivedere la convenzione con i medici di medicina generale. Una convenzione che è un “tassametro” per il servizio sanitario nazionale che si trova spesso a pagare due volte lo stesso servizio. Infatti, mentre il paziente è in cura, magari per mesi, presso una struttura ospedaliera lo Stato che paga i medici e gli infermieri della struttura continua, nello stesso tempo, a pagare anche la quota al medico di famiglia che nel 90% dei casi non si fa mai vedere o sentire.
La figura dell’infermiere di famiglia, presente in molti paesi e prevista dal documento salute 21 della regione europea dell’OMS, permette di seguire “in famiglia” le persone con problemi di salute e non autosufficienti. È una figura di raccordo con la struttura ospedaliera, il medico di base e specialista e il distretto socio sanitario. È da anni che anche l’ordine professione degli infermieri (IPASVI) spinge per l’implementazione di questa figura ma sembra che il sistema debba collassare prima che ci si accorga delle grandi potenzialità e professionalità che gli infermieri italiani possono offrire ai loro concittadini.
“In questo periodo di crisi e con la passata esperienza, non mi pare condivisibile – conclude il segretario nazionale Nursind – voler insistere, come sembra fare il Ministro Balduzzi, sui medici di medicina generale. O si è disposti a provare strade nuove meno onerose e più efficaci oppure c’è da sperare che l’Europa commissari non solo l’economia ma anche il nostro Sistema sanitario nazionale.”
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