RAGUSA – I sindacati dei medici dell’Asp di Ragusa hanno proclamato unitariamente lo stato di agitazione, annunciando la possibilità di arrivare anche allo sciopero. Alla base della protesta, secondo quanto comunicato dalla Federazione dei medici territoriali (Fmt), ci sarebbero “gravi criticità nell’assistenza primaria e territoriale della provincia” e il mancato raggiungimento di un’intesa dopo gli […]
Ex Scalo merci a Ragusa, l’intervento della Fondazione Arch: “Ripristinare la verità storica su come sono andate le cose”
24 Mar 2021 09:34
“Sull’argomento “Scalo Merci” e sul progetto di riuso di questo importante sito, programmato dall’Amministrazione comunale di Ragusa, sul quale nell’ultimo anno si sono focalizzate molte argomentazioni e alla luce di quanto si è detto in questi giorni attorno a tale tema, mi sento obbligato, come presidente della Fondazione degli architetti della provincia di Ragusa, a fare delle doverose precisazioni”.
E’ quanto afferma il presidente della fondazione Vittorio Battaglia in una lunga nota. “L’organizzazione di incontri propedeutici alla definizione del progetto succitato e in particolare quella del seminario, svoltosi negli spazi del parco Giovanni Paolo II del City a Ragusa nel giugno del 2019 – dice Battaglia – a cui si riferisce e di cui si appropria il sindaco Giuseppe Cassì durante alcune recenti interviste e in occasione del quale sarebbero stati invitati architetti e ingegneri per confrontarsi sull’argomento, sono affermazioni poco precise che ho appreso con rammarico e che mi obbligano a chiarire la posizione e il lavoro svolto, da più tempo, dalla Fondazione Arch e dall’Ordine degli Architetti di Ragusa che tanto si sono prodigati per l’argomento “Città” ma che mai hanno visto prendere in considerazione in modo opportuno le proprie argomentazioni, gli sforzi e le proposte presentate”.
“Sviluppando dall’inizio del proprio mandato e su più fronti il tema del “Riuso per continuare la città” – aggiunge Battaglia – la Fondazione Arch di Ragusa ha messo in atto tantissime iniziative, lecture, incontri e mostre con la partecipazione di autorevoli ed importanti colleghi e figure impegnate nell’ambito del sociale e della cultura che hanno portato anche a definire quell’importante momento di confronto del 16 giugno 2019. Proprio in quella occasione, sottolineo organizzata dalla Fondazione e dall’Ordine degli Architetti, con un seminario “Ri-pensare i vuoti” aperto a tutta la cittadinanza, sono stati invitati a confrontarsi numerose e diverse professionalità, dai giovani laureandi a illustri colleghi, cattedratici ed amministratori illuminati: attraverso questa summa di opinioni e di visioni, oltre a quanto svolto in precedenza, la Fondazione ha elaborato un documento, a cui, nel contempo, se ne è affiancato un altro a noi pervenuto sviluppato da figure esterne al gruppo di Fondazione e Ordine, presentati entrambi all’Amministrazione comunale per doveroso rispetto nei confronti di altre opinioni e differenti punti di vista. Si prospettavano, pertanto, due possibili scenari di lavoro per giungere alla elaborazione di un metodo e di una proposta progettuale”.
“Il primo, da noi redatto e quello senz’altro più auspicato, era “un Laboratorio”, forma di approfondimento sulle questioni urbane ed architettoniche che avrebbero riguardato l’intera città – spiega ancora il presidente Battaglia – che coinvolgesse attivamente sia l’Ordine che la Fondazione assieme ai propri iscritti ed anche altre figure nell’ambito sociale e culturale. Questo, avrebbe potuto essere un momento di grande crescita culturale e politica per addetti ai lavori e non, oltre che occasione di maturazione di un senso civico per la collettività invitata a partecipare. Un laboratorio così strutturato sarebbe stato propedeutico per focalizzare temi e questioni, oggetto di futuri approfondimenti progettuali tramite l’espletamento di concorsi di architettura ai quali, queste premesse, avrebbero garantito una più ampia possibilità di proposte e scelte. Inoltre, questo laboratorio avrebbe potuto rappresentare anche la base per lo sviluppo di una nuova struttura di lavoro per l’Amministrazione, un “Ufficio progetti” per la città da affiancare all’Ufficio di piano e all’Ufficio tecnico già esistenti e che sono impossibilitati, per deficit oggettivamente strutturali, a sviluppare quanto suggerito. Proposta in seguito presentata in modo programmatico e puntuale all’amministrazione”.
“L’altro scenario, relativo al secondo documento – è chiarito ancora – prevedeva un incarico diretto ad uno o più professionisti che avrebbero dovuto approfondire e studiare lo spazio in argomento, redigendo un piano programmatico utile a definire strategie e modalità attraverso le quali l’Amministrazione avrebbe potuto raggiungere lo scopo di riattivare parti del proprio territorio e in particolare dello Scalo merci. Le nostre aspettative sono state disattese e l’Amministrazione ha scelto la strada dell’incarico diretto. Tanto dovevo, con questa opportuna precisazione, al fine di mettere in luce tutto il lavoro svolto dalla Fondazione Arch e i meriti dei membri del Consiglio di Fondazione, per favorire e stabilire una proficua collaborazione con la città e la sua Amministrazione. Purtroppo, l’attuale pandemia ci ha costretti ad interrompere quelle importanti occasioni di contatto e confronto diretto, tanto care al nostro modo di operare e che ci permettevano una migliore e diretta comunicazione delle attività. Siamo pur sempre presenti ed attenti a quanto ci accade intorno, ma purtroppo le logiche della politica ci insegnano che i metodi condivisi sono spesso quelli meno preferiti e che spesso la volontà di scelta s’impone sempre sulla possibilità di confronto, il tutto a discapito della partecipazione”.
© Riproduzione riservata