Dalla prevenzione alla paralisi. È su questo corto circuito che si accende lo scontro sulla sanità in provincia di Ragusa, dopo la denuncia durissima lanciata dal comitato Articolo 32, che chiede la rimozione immediata dei vertici dell’azienda sanitaria. Al centro del caso, una vicenda che mette in discussione l’efficacia stessa dei programmi di screening. L’ASP […]
Crisi Covid, settore ristorazione a Catania. Confesercenti “L’anno è finito male ed è iniziato peggio. Senza aiuti resisteremo poco”
19 Gen 2021 18:05
“Uscire presto dal Covid con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, sia la nostra priorità sia come cittadini che come pubblici esercenti. Abbiamo già manifestato il nostro “no” a un braccio di ferro con le Istituzioni. Ma da parte dello Stato ci aspettiamo un cambio di passo, Senza aiuti resisteremo poco, il 40% delle aziende rischiano la chiusura”. A dichiararlo sono Claudio Miceli, presidente provinciale della Confesercenti dell’area metropolitana di Catania e Smeralda Di Paola, referente Fiepet Confesercenti etnea.
“Il vero problema è stato per dieci mesi il non avere avuto il sostegno necessario per fronteggiare economicamente l’emergenza – spiega Smeralda Di Paola – Senza la sospensione dei pagamenti di utenze e affitti ci siamo indebitati per poter andare avanti e di questo passo, solo chi ha le “spalle larghe” potrà sopravvivere, e non più di due-tre mesi”. “Abbiamo scelto di non aderire alla iniziativa #ioapro per coerenza e per senso di responsabilità. Non è questo il segnale che vogliamo dare, anche perché non servirebbe e non bisogna cadere nelle provocazioni che non portano ad alcun risultato”.
“Abbiamo chiuso l’anno con un calo del fatturato di almeno il 70%, i conti non tornano e i bilanci rischiano di essere, per molti, ingestibili, mentre il 40% delle nostre attività rischia di chiudere presto. L’anno è finito male ed è iniziato, se possibile, peggio, con questa nuova chiusura. Adesso continuiamo a fare i conti con l’emergenza sanitaria. Poi, post Covid-19, l’intero settore della ristorazione sarà da ricostruire, secondo regole tutte diverse.”
“Ai miliardi bruciati nei bilanci delle imprese, bisogna aggiungere tutte quelle persone, dipendenti e collaboratori, che da quasi un anno sono in cassa integrazione in attesa di poter tornare a lavorare ed a una vita vera. Il lavoro è un diritto, sempre, anche in all’epoca del Covid-19”, commenta anche il direttore di Confesercenti etneo Francesco Costantino.
“La situazione è a dir poco drammatica – commenta Miceli – e lo è ancora di più perché non c’è un orizzonte temporale per immaginare una vera ripartenza, soprattutto duratura su cui programmare investimenti e soprattutto progetti”.
“Gli operatori sono davvero provati, esasperati da questa situazione confusa e allo stesso tempo terribile, dal momento che, se non ci sono certezze sulla ripartenza, ce ne sono molte di più per le scadenze di imposte e forniture che non si possono rimandare o sospendere nella maggior parte dei casi – aggiunge la responsabile Fiepet di Catania – Chiediamo a gran voce ristori calcolati sulle reali perdite di fatturato dell’intero 2020, ristori veri e non bonus una tantum, riduzioni imposte locali e, soprattutto, chiediamo di essere trattati come le altre categorie definite essenziali e, per questo, tutelate, anche la ristorazione è un comparto vitale della nostra economia, della nostra cultura del nostro essere cittadini italiani”.
© Riproduzione riservata