La Sicilia è al terzo posto per boom di minacce agli amministratori locali, 4 casi in provincia di Ragusa

La Sicilia è al terzo posto per minacce agli amministratori locali. Lo rivela un rapporto di Avviso Pubblico denominato “Amministratori sotto tiro”, che censisce gli atti di minaccia e di violenza nei confronti degli amministratori locali e dei funzionari della Pubblica amministrazione.

Sono 559 gli atti intimidatori censiti da Avviso Pubblico nel 2019, uno ogni 15 ore. Sono state 83 le Province coinvolte – oltre il 75% del territorio nazionale – e 336 i Comuni colpiti, il dato più alto mai registrato. Per la seconda volta nella storia di questo Rapporto sono stati censiti atti intimidatori in tutte le regioni d’Italia. La Sicilia si colloca al terzo posto a livello regionale.

Il 2019 è stato un anno in controtendenza per la Sicilia sul fronte “Amministratori sotto tiro”. Prima regione per numero di intimidazioni nel periodo 2013-2018, lo scorso anno la Sicilia ha fatto registrare 66 casi, un calo del 24% rispetto al 2018, terzo territorio a livello nazionale. È il dato più basso dal 2010, primo anno censito da Avviso Pubblico. Gli atti intimidatori sono stati segnalati in tutte le 9 Province del territorio siciliano, con 37 Comuni coinvolti. Il dato del 2019 non può in alcun modo spingere a sottovalutare il fenomeno, se pensiamo che negli ultimi 5 anni i casi censiti in Sicilia sono stati 409. Un primato a livello nazionale insidiato, nello stesso periodo, solo dalla Campania. Il 45% dei casi fra Palermo e Messina. La provincia di Palermo conferma anche nel 2019 il primato di provincia maggiormente colpita in Sicilia con 18 casi censiti, un dato in calo del 28% rispetto al 2018. La provincia di Palermo è anche il territorio più colpito nel quinquennio 2015-2019 con 91 atti intimidatori, il 22% dei casi censiti in tutta la regione.

Nel capoluogo si segnala una scritta intimidatoria – “Traditore della Sicilia” – comparsa in un manifesto elettorale di Igor Gelarda, capogruppo in Consiglio comunale. A Castronovo di Sicilia doppia intimidazione nei confronti del vicesindaco Anna Maria Traina: prima il taglio delle gomme dell’auto, poi il ritrovamento di un gatto morto nel
cortile della sua abitazione. A Castellana Sicula viene incendiato il portone di un immobile riconducibile a Tommaso Di Prima, Presidente del consiglio comunale. A San Giuseppe Jato intimidazione ai danni di Rosario Agostaro: al Sindaco è stata recapitata una busta con all’interno un proiettile. A Corleone viene data alle fiamme l’automobile
del Comune, confiscata alla mafia e assegnata all’Ente. Seconda posizione nella graduatoria regionale per la provincia di Messina che con i suoi 12 casi censiti ha più che raddoppiato il dato fatto registrare nel 2018. Nel
capoluogo sono state perpetrare minacce al sindaco De Luca, all’assessore Musolino e al commissario della Polizia Locale Giardina, a seguito di un’operazione contro gli ambulanti abusivi che ha provocato il sequestro di oltre 1.500 chilogrammi di frutta e verdura. Ad Alì è stata bruciata l’auto dell’assessore comunale Valentina Rasconà, utilizzata dal marito. A Militello Rosmarino il Sindaco ha presentato una denuncia per minacce gravi, segnalando la pubblicazione su Facebook di un video contenente espressioni minacciose e per nulla velate, rivolte nei suoi confronti, di altri amministratori dello stesso centro nebroideo e persino di loro familiari.

Sono 7 i Comuni della Sicilia sciolti per infiltrazioni mafiose nel corso del 2019: Pachino (Siracusa), San Cataldo (Caltanissetta), Mistretta (Messina), San Cipirello (Palermo), Torretta (Palermo; già sottoposto a scioglimento nel 2005 e archiviato nel 2014), Misterbianco (Catania; già tra i primi enti sciolti nel 1991), Mezzojuso (Palermo). Dal 1991 al 31 gennaio 2020 sono stati 82 gli Enti locali sciolti in Sicilia per infiltrazioni mafiose, il 24% degli Enti coinvolti su tutto il territorio nazionale. Nella Relazione conclusiva della Commissione Parlamentare Antimafia sulle attività svolte nella precedente legislatura, in merito alle infiltrazioni mafiose negli Enti locali si sottolinea il “fortissimo interesse da parte dei gruppi criminali per le risorse gestite dagli enti locali e una strategia volta a condizionare dall’interno le singole amministrazioni, a partire da quelle dei Comuni di più limitate dimensioni, al fine di indirizzarne le decisioni di spesa”. Regioni ed enti locali sono “utilizzati come porta d’accesso per l’infiltrazione nella struttura amministrativa e istituzionale del Paese”: nelle motivazioni degli scioglimenti dei consigli comunali degli ultimi anni “viene evidenziata sempre più una impressionante correlazione tra presenze mafiose nelle istituzioni, investimenti pubblici in opere infrastrutturali e corruzione”. Ciò ha determinato un “progressivo deterioramento delle condizioni di legalità in seno a molti enti locali – prevalentemente
ma non esclusivamente meridionali”.

Terza nella classifica regionale con 9 casi censiti la provincia di Agrigento. A Lampedusa è giunta in Comune una lettera minatoria indirizzata al sindaco Martello con parole pesanti nei confronti del primo cittadino che si batte per l’accoglienza. A Licata il Sindaco Galanti è stato aggredito all’interno del Municipio. Sette casi registrati nella provincia di Catania. Ad Aci Bonaccorsi l’auto del sindaco Vito Di Mauro è stata data alle fiamme da un uomo che ha scavalcato durante la notte il muro della sua villetta, appiccando il fuoco con del liquido infiammabile. Il primo
cittadino ha rivelato che in passato erano già state recapitate lettere minatorie in Comune. A Giarre è andata a fuoco l’auto del consigliere comunale Vittorio Valenti. Cinque casi in provincia di Siracusa. A Lentini un incendio ha distrutto l’autovettura di proprietà dell’ispettore capo della Polizia municipale di Francofonte, Nello Russo, già
oggetto di intimidazioni in passato. Anche a Priolo Gargallo il fuoco ha distrutto l’auto dell’assessore ai Lavori Pubblici, Tonino Margagliotti.

Quattro casi in provincia di Ragusa. Minacce di morte a Pozzallo indirizzate al Sindaco Roberto Ammatuna e che fanno riferimento alla sua attività politica. A Modica è stata data alle fiamme l’auto dell’Ufficio ecologia, utilizzata dai funzionari per individuare discariche abusive. Le province di Trapani, Enna e Caltanissetta hanno fatto registrare tre casi ciascuna. A Petrosino doppia intimidazione contro l’amministrazione locale guidata dal Sindaco Gaspare Giacalone, compreso l’incendio del Centro diurno del Comune. A Leonforte incendiata l’auto del vicesindaco e assessore alla legalità Nino Ginardi. Pochi giorni prima era stata danneggiata l’auto di un altro assessore, Federico Pioppo. Intimidazione anche per il sindaco di Serradifalco Leonardo Burgio: una lettera con tre proiettili è
giunta al primo cittadino in Municipio.

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