ROBERTO SICA PRESENTA LE PROPOSTE PRO SVILUPPO

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Alla Camera di commercio si parla di crisi e dello sviluppo “tentennante” della provincia di Ragusa. Durante l’incontro voluto dal presidente della Camera di commercio, Sandro Gambuzza, si susseguono battute ottimistiche e interventi un pò meno positivi.

 

In particolare il presidente Fnaarc, Roberto Sica, lancia l’allarme: “Da troppo tempo Ragusa non cresce. Perché le imprese perdono competitività. A causa di un deficit di visione delle soluzioni-reazioni alla crisi e di rilancio a partire dai buoni fondamentali dell’economia ragusana. Tutto ciò aggravato dalle ingerenze di decisioni devastanti in direzione dello sviluppo”. “A Ragusa il reddito disponibile si è decrementato negli ultimi anni di 1 miliardo di euro. Così come non conosce sosta – ha aggiunto Sica – l’avanzata della disoccupazione che a Ragusa assume connotati di particolare preoccupazione: dal 2008 un incremento di quasi il 10% con una percentuale di disoccupati che varia dall’8,4 al 9,1% del 2010”.

 

Se da un lato la situazione delineata è pessima, Sica non esita a presentare valide proposte per il rilancio delle vecchie imprese e l’aiuto all’avviamento di nuove aziende. “Serve ricreare – precisa – un ambiente competitivo favorevole, in tutte le direzioni, costituendo un partenariato pubblico-privato con la leadership delle forze economiche-sociali delle imprese e del lavoro. Partendo anche da una caratterizzata e diversa strategia per la qualificazione del capitale umano. In questo quadro si dovrà incastrare, ognuno a fare la propria parte, monitorandone i comportamenti rispetto l’obiettivo condiviso e definito, la politica e le istituzioni, le imprese e il lavoro, attraverso le organizzazioni di sostegno, le famiglie e la società civile”.

 

L’impegno per lo sviluppo della provincia però deve essere abbinato all’intervento del Governo nazionale. “Chiedo al governo – sostiene Sica – una misura urgente ed eccezionale per sbloccare le nostre opere infrastrutturali e di porre particolare attenzione sulle reti secondarie di accesso ai territori provinciali”.

 

Infine durante il suo intervento Sica si espone anche sul piano paesistico e sulla perdita di risorse pubbliche per investimenti: “L’ultima notizia, in ordine di tempo, è il riassorbimento di 1 miliardo di euro, presso il Governo nazionale, di fondi disponibili fino al 31 dicembre dello scorso anno e prorogati di un anno per la valorizzazione dei beni monumentali del Mezzogiorno e in particolare dei beni Unesco per la mancanza totale di progetti di merito”.

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