INTERVENTI DI SOSTEGNO AGLI INVESTIMENTI INDUSTRIALI

Sono sempre più numerose le Imprese che, in questi giorni, si rivolgono a Confindustria Ragusa per manifestare la necessità e volontà di attivare investimenti che consentano l’innovazione e l’adeguamento degli impianti e dell’organizzazione produttiva, per rispondere positivamente alla crisi in atto e alle anomalie di sistema, guadagnando competitività e creando prospettive di crescita e occupazione per il territorio.

La richiesta prioritaria, che si fa sempre più pressante, è quella di poter accedere a rigorose agevolazioni finanziarie e fiscali da parte delle Autorità di Governo nazionale e regionale, che invece da troppo tempo tacciono o si limitano ad alimentare, con effetti annuncio e generici protocolli d’intesa, ampie e finora disattese aspettative.

Basti pensare, per esempio, alla vicenda del Click Day, il 12 Gennaio scorso, quando le imprese interessate a presentare progetti per utilizzare i contributi previsti dal Bando INAIL per il miglioramento delle condizioni di sicurezza negli ambienti di lavoro si sono viste bloccare, già nei primi minuti di operatività, dalla disfunzione di un portale telematico inaccessibile per insufficienza tecnologica (massimo 25000 sessioni di lavoro simultanee) che ha impedito di recepire l’enorme quantità di istanze formulate (oltre un milione: dato INAIL). Risultato ulteriore: il bando si è chiuso con un ammontare di investimenti finanziati dodicimila volte inferiore rispetto a quello richiesto. Al riguardo, comunque, il sistema Confindustria si è subito attivato per chiarire con l’INAIL le cause del problema e le soluzioni possibili, e continuerà a sollecitare l’Istituto per ottenere risposte certe e soddisfacenti.

Paradossale è, poi, la situazione venutasi a creare riguardo alla misura prevista, a livello regionale, già nella Finanziaria del 2009, che riconosce alle imprese un credito d’imposta per investimenti produttivi che potrebbe costituire preziosa boccata d’ossigeno per le imprese più dinamiche, in grado di competere sul mercato globale. Dopo quasi due anni dalla sua previsione, infatti, mancano ancora quei provvedimenti di attivazione della misura, con procedure e tempi di accesso ed erogazione dell’agevolazione fiscale, che consentirebbero di sbloccare risorse vitali per la buona e sana imprenditoria siciliana.

Gli unici “segnali di vita” al riguardo, da quanto si apprende dai titoli di stampa, sono interventi ancora preliminari, come la stipula di protocolli d’intesa con l’Agenzia delle Entrate e, come annunciato, con le associazioni di categoria, che dovrebbero servire a “preparare” e “divulgare” ciò che, di fatto, non è stato ancora attivato.

Confindustria Ragusa, nel rappresentare la voglia delle imprese ragusane di non arrendersi ai colpi della crisi, e di andare avanti innovando e migliorando ciò che di buono hanno negli anni costruito e faticosamente coltivato, ritiene che sia finito il tempo in cui la politica dei tagli orizzontali possa bastare, e che sia invece necessaria una ripresa delle politiche di incentivazione mirata e automatica delle attività di impresa che possono dare fiato all’economia del meridione d’Italia, e siciliana in particolare.

Giocare di rinvii e di effetti annuncio, in un momento critico come quello attuale, che ritardano ancora l’iniziativa di imprese pronte a investire e a dare lavoro e a fare la loro parte per salvare ciò che resta dell’economia industriale siciliana, non è solo un meccanismo antico e irresponsabile per aggregare il consenso senza risolvere i problemi, ma un vero e proprio crimine nei confronti di quei disoccupati, specie giovani e qualificati, che fanno della Sicilia la regione italiana con uno dei più alti tassi di povertà sia relativa che assoluta. (r.b.)

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