IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO DI VIA TORINO E NUOVO SISTEMA FOGNARIO

Non credo neanche alle cose che leggo, tanta è l’enormità delle dichiarazioni rese dall’Assessore Avola sulla nuova fognatura di Forcone, che ho inseguito per almeno un decennio, con tenacia e determinazione.

E’ vero le procedure sono state difficili, e l’opera ha subito tanti rallentamenti. Ma già cinque anni fa era quasi completata. Il punto di maggiore difficoltà fu quello della zona di Via Kennedy, dove la “rina milara” inghiottì persino un mezzo escavatore, una “ come si chiama in gergo “talpa”. Ma, alla fine, si è andati avanti.

Non riesco quindi neanche a capire cosa intende dire l’Assessore Avola, mandato in avanscoperta, come al solito,  dal calcolatore  Nicosia, nelle sue incredibili dichiarazioni. La fognatura non ha nulla a che fare con gli impianti di sollevamento? Ma che sono pazzi? E  allora a cosa servirebbe questa fognatura? Per chi o per che cosa sarebbe stata realizzata? E come mai gli impianti di sollevamento di Via Kennedy e quelli di Via Che Guevara sono stati eliminati, mentre dovrebbero rimanere attivi quelli più grandi e centrali che sono in Via Torino? Che storia è questa? Che c’è di sotto? Cosa si vuole nascondere?

150 metri di lavori, eseguibili a scavo, separano l’impianto di Via Torino dalla Nuova fognatura che arriva all’angolo della strada, in Via Marangio? Perché non collegano la vasca  di Via Torino con il nuovo sistema fognario? Perché non costruiscono le decine di caditoie che sono necessarie per il deflusso delle acque meteoriche che  allagano sistematicamente il quartiere?

I cittadini devono sapere cosa si nasconde dietro queste assurdità comunicate da una amministrazione che spende soldi a profusione per feste e balli, ma non trova 50 mila euro per  collegare la fognatura di mezzo quartiere Forcone con il Nuovo sistema fognario.

Assessore Avola, si metta da parte. Faccia parlare Nicosia, che se ne sta al solito a vedersi il film dei disservizi. Cosa volete nascondere? Fuori la verità! (s.v.)

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