VARIANTI AL PIANO REGOLATORE PER MOTIVI DI CULTO

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Il “no” del consigliere di Sinistra Ecologia e Libertà dott.ssa Garofalo per impedire quest’atto non è pregiudiziale per ideologia, ma a garanzia della difesa del territorio e della legalità. L’ITER PER LA REVISIONE AL PIANO REGOLATORE GENERALE E’ PRATICAMENTE BLOCCATO, NON SAPPIAMO CHE FINE ABBIA FATTO, MA IN CONSIGLIO COMUNALE SI APPROVANO  VARIANTI SINGOLE A RAFFICA. Non c’è traccia del piano regolatore, eppure in consiglio, con la presenza di tutti i consiglieri della campagna acquisti del Sindaco (per la prima volta tenuti in Consiglio fino a notte fonda grazie alla presenza del Sindaco) e l’assenza di quasi tutti i consiglieri del centro destra, si votano varianti al piano regolatore. A distanza di 2 anni dall’approvazione della variante non solo non c’è traccia del piano regolatore, ma neanche sono state rese  pubbliche le relazioni geologiche e agronomiche nonostante le dichiarazioni dell’amministrazione.

Cerchiamo di essere chiari, in Consiglio Comunale, giorno 29 novembre, sono state approvate 3 varianti al piano regolatore a favore di Enti Religiosi che ci sembrano molto sospette. Sono delle varianti occasionali, a macchia di leopardo che non sembrano rispondere ad alcuna logica di programmazione. Ancora più incomprensibili alla luce del fatto che si sta procedendo alla revisione generale del PRG e pertanto, se compatibili con il piano regolatore avrebbero potuto essere inserite nel progetto complessivo di revisione. Normalmente, quando si procede in questo modo c’è qualcosa che non quadra. I manuali di urbanistica descrivono perfettamente la tecnica: faccio donazione di un pezzo di terreno agricolo ad un ente religioso che chiede una variante al prg al fine di realizzare costruzioni per finalità sociali e destinate al culto. Come si fa a dire di no?

Ci mettiamo contro la chiesa? Chi è il politico che ha tanto coraggio? Così la variante passa ed ovviamente in tutta quella zona che prima era agricola specie per i terreni adiacenti e vicini si spalancano le porte per altre “ovvie” varianti. Il giuoco è fatto. Non vogliamo risultare dei “malpensanti” (come diceva il buon Giulio Andreotti: a pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca) speriamo che non sia così. Noi vogliamo pianificare lo sviluppo del territorio in assoluta trasparenza e negli interessi della collettività. Bisogna avere una visione dinamica e moderna nell’uso delle risorse, bisogna puntare a rilanciare l’imprenditoria innanzitutto con lo snellimento della burocrazia, ma i comitati d’affare non possono avere cittadinanza in un comune democratico. Il comportamento della Amministrazione Comunale è fortemente sospetto e noi vogliamo lanciare l’allarme. (r.v.)

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