LA GUERRA TRA FURBI E POVERI

Tempo fa un noto giornale Nazionale, si era occupato dei Falsi Disoccupati Forestali, riprendendoli anche con delle telecamere nascoste e smascherandoli.

Ma cosa è successo dal 2009 ad oggi?

Noi della Confederazione I.S.A. non siamo contro la collocazione lavorativa, ma siamo per la legalità e la giustizia nei confronti dei più deboli, che giornalmente si vedono soffiare il posto di lavoro nei vari cantieri dai soliti “ furbetti “.

Noi impegnati giornalmente a difendere i lavoratori nei vari luoghi di lavoro, ci facciamo promotori di un problema alquanto spinoso e reputiamo di non remare contro lo Stato,ne contro la Regione e pensiamo di non essere strafottenti, ne tanto meno menefreghisti del patrimonio economico messo a disposizione per la copertura finanziaria dei lavoratori veri forestali.

 

Anzi diciamo e facciamo queste considerazioni:

Sono quasi 30 mila i forestali in Sicilia che si occupano della manutenzione dei boschi e dello spegnimento degli incendi. Sono assunti per un periodo ben preciso: 78, 101, 151 giorni l’anno.

Per i loro stipendi la regione sborsa 170 milioni di euro. Finito il turno di lavoro gli operai rimangono disoccupati, tanto che a fine anno intascano una indennità di disoccupazione.

Ma come documentò “Panorama”  nel numero in edicola del 10 Dicembre 2009, la maggior parte di loro ha un doppio lavoro. In nero.

C’è chi si arrangia come può, facendo il cameriere o muratore alla giornata, ma c’è anche chi ha un’attività commerciale vera e propria intestata alla moglie o qualche altro familiare.

Il cronista di allora, ne ha scoperti una dozzina di qualifiche lavorative svolte da questi falsi forestali ma da allora ad oggi ne sono proliferati molti altri. 

Oggi, il sindacato I.S.A. pensa che non sia più il caso di rifare un nuovo servizio con una telecamera nascosta, perché ne siamo più che sicuri, nell’interesse di tutti i lavoratori tesi ad essere stabilizzati, sicuramente  le istituzioni abilitate alla verifica di questo scempio, già da tempo avrebbero dovuto provvedere a debellare questo spreco di soldi.

Ecco che oggi  la copertura finanziaria non basta per tutti.

Ma se si adottasse il buon senso, e non la famosa regola “o futti cumpagnu”a questo punto diciamo che sarebbe stato onesto e rispettoso uscirsene con dignità , nei confronti di coloro che non vivono sereni con le loro famiglie e che non sanno come fare per sbarcare il lunario.

Oggi, non si può pensare che nel 2012 sia giustificato il sentirsi dire: Tanto rubano tutti ivi compresi partiti e i loro referenti politici questo non è come giustificazione plausibile perché materialmente nessuno è autorizzato a rubare, o a creare, un sistema corrotto.

Bene noi dell’I.S.A. vigili a quanto finora detto, pensiamo e replichiamo, l’inverso contrario proprio perché nel 2009 già un semplice giornalista riuscì a infiltrarsi fra i falsi forestali scoprendo che prestavano servizio, o da padroni o da semplici lavoratori presso botteghe come falegnami; concessionari di auto e barche; macellai; rivenditori di elettrodomestici; negozianti di abbigliamento; titolari di caseifici  e supermercati ecc.

Noi  non ci capacitiamo come ancora oggi, nessuno è riuscito a fare pulizie nelle graduatorie. In modo che si riuscisse a sistemare definitivamente questa piaga? Che forse trattasi di un volere clientelare? 

Come dire più siamo e più contiamo per la politica?, ma non certo per una onesta e corretta vita comunitaria. Oggi per amore di avere un lavoro certo, addirittura, si affidano a nuove formule raccolte di firme per richiedere presso la Regione Sicilia l’approvazione di una legge popolare. 

Il fenomeno è esteso: fra i 30 mila ci sono anche ingegneri, mobiliaristi, costruttori, gestori di pompe di benzina, commercianti. 

 

Per tutti questi pseudoforestali, che hanno un tenore di vita medio alto, a fine anno arriva Babbo Natale con l’assegno di disoccupazione.

Infine il giornalista dell’epoca, aveva documentato inoltre fenomeni di rimboschimenti finanziati e solo in piccola parte realizzati, con incendi sospetti che arrivano a cancellare le prove. Su questo punto indagano le procure.

Ci chiediamo: Dopo questa analisi ma chi sono i veri forestali ?

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