SUL FESTIVAL DEL JAZZ ” LECO” RISPONDE AD UNA CRITICA

Caro direttore, è il giorno delle polemiche, e mi sento molto dispiaciuta per il giornale, ma quella legata al festival non ha molto senso. Chiarisco alla Redazione  per correttezza e onestà intellettuale.

Premetto che i concerti, tutti, non sono mai iniziati alle 22, ma alle 22,30 con grande disappunto del pubblico che arrivava a P.zza Enriquez alle 21 per assicurarsi  i posti delle prime file. E questo il nostro lettore  lo sa benissimo. Scontato che proprio quella sera  alle 22 non ci fosse nessuno: tutti speravano di seguire le sorti dell’Italia e poi precipitarsi a sentire il concerto; nessuno pensava che si sarebbe addirittura  arrivati ai rigori.Quando la partita è finita, il concerto era a metà.

La frase: “”costringendo” gli artisti a suonare, magari anche loro in apprensione per le sorti della Patria” fa chiaramente intendere che l’orario non è stato rispettato, che ci si è allungati finchè possibile.

“La piazza era piena”, si intende ovviamente  dei fedelissimi e degli  appassionati di Jazz come il lettore,  di coloro cioè che  nonostante la partita, avevano scelto di   andare a sentire il concerto. Ed è quello che nell’articolo si voleva sottolineare.  Gli altri, la folla degli altri giorni, quella  che ascolta mentre  chiacchiera, beve il vino e disturba, era naturalmente a vedere la partita, per presentarsi puntuale  quando gli schermi televisivi si sono spenti. Le foto sono  chiaramente d’archivio, e mi scuso per non averlo scritto. Però il lettore non può negare che la foto è pienamente rappresentativa di quello che è stato un evento, che era anche lo spirito dell’articolo. Grazie.

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